II Comune pronto a comprare l'immobile In parte con un mutuo e in parte con l'aiuto dei cittadini Palazzo Gradenigo costa 3,3 milioni di euro. A dirlo è la perizia di stima redatta dall'agenzia del territorio su richiesta del Comune. L'esito è stato accolto con entusiasmo a palazzo Jappelli. Acquistare palazzo Gradenigo affinché diventi patrimonio pubblico, infatti, è uno degli obiettivi principali del sindaco Sandro Marcolin. Tante amministrazioni, in passato, ci hanno provato. Ma l'ostacolo economico ha sempre impedito di perfezionare l'acquisto. Marcolin è convinto di farcela. Fin dalla campagna elettorale coltiva un'idea: dare vita ad una fondazione, partecipata dall'amministrazione ma aperta anche ad imprenditori e cittadini, per mettere insieme la cifra necessaria ad acquisire palazzo e parco, mantenendo una convenzione con la proprietà. «Ai 3,3 milioni di euro stabiliti dall'agenzia del territorio - spiega il sindaco - secondo noi andrebbe detratto l'importo di circa un milione di euro, corrispondente ai lavori di restauro effettuati dalla Soprintendenza ai beni culturali del Veneto negli anni scorsi». Resterebbero da trovare, quindi, circa due milioni di euro. Parte di questa somma potrebbe essere coperta tramite un mutuo, parte potrebbe derivare dalla collettività attraverso una sorta di gara popolare per salvare il palazzo dal degrado. Entusiasmo a parte, rimane tutta da definire l'intricata questione legata all'eredità dell'immobile, un tempo proprietà del conte Alberto Radini Tedeschi. Anche a causa di questa complessa vicenda, negli anni si è perso molto tempo utile per salvare lo storico palazzo dal decadimento. Per questo Marcolin tende a premere sull'acceleratore. Se il Gradenigo diventasse patrimonio pubblico, secondo il sindaco sarebbe più facile predisporre gli interventi più urgenti che l'edificio richiede. «La perizia di stima - conclude il primo cittadino - sarà ora utilizzata dall'ufficio tecnico comunale per redigere un primo studio di fatti-bilità e richiedere al ministero dei Beni Culturali l'autorizzazione per le previste procedure di acquisizione».