Accademia un altro incendio: arriva l'aspirapolvere VENEZIA Tre anni di lavori, tra i sei e gli otto milioni di spesa. Il piano da sottoporre a Renzo Rosso per griffare con la Diesel il restauro del ponte è quasi pronto. La scorsa settimana è stato insediato il gruppo di lavoro misto per delineare il progetto di restyling totale del ponte, con costi e tempi necessari da presentare al patron della Diesel. «Il rapporto con Diesel è in fase di sviluppo e la speranza è che l'interesse sia effettivo - dice l'assessore ai Lavori pubblici Alessandro Maggioni - stiamo aspettando in queste ore la conferma di un incontro». «Il ragionamento che vogliamo proporgli - aggiunge Gianni De Checchi, segretario di Confartigianato - è di non limitarsi ad un semplice intervento di restauro ma di riagganciarsi alla rivitalizzazione del settore dell'autentico artigianato, attraverso la creazione di un cantiere-scuola per avvicinare i giovani a questi mestieri». L'idea è stata lanciata ieri al primo sopralluogo nel cantiere del ponte dove il Consorzio dei Tajapiera ha avviato i lavori di consolidamento e restauro della balaustra davanti a Palazzo Camerlenghi, dopo mesi di monitoraggi, ricerche sulle strumentazioni più adeguate. Opere di tassellatura, iniezioni di resina, inserimento di perni, pulitura De Checchi: «A Rosso proponiamo un cantiere-scuola per rilanciare la tradizione» delle superfici: questi i principali interventi, che dovrebbero concludersi il 15 novembre, finanziati ed operati da Confartigianato e dal Consorzio dei tagliapietre, per un totale di 8o mila euro. «Il senso del nostro intervento è quello di dire che non si restaura solo la pietra - aggiunge De Checchi - ma si cerca di mantenere in vita anche un pezzo di tradizione della nostra città». E' proprio guardando alle usanze e ai materiali di un tempo (come il riutilizzo, per tassellature e perni, del piombo e dell'acciaio inox in sostituzione del cemento e del ferro) che i tagliapietre stanno cercando di recuperare la balaustra e le colonne sgretolatesi sotto il peso del tempo, di milioni di passanti, del moto ondoso. «Questa iniziativa è un bel segnale per la città e rientra nel progetto di recupero avviato dall'amministrazione - aggiunge Maggione durante il sopraluogo nel cantiere, avvenuto ieri mattina - è la prima fase di un progetto più ampio perché anche Rialto ha bisogno di interventi urgenti anche se sembra meno critica del Ponte dell'Accademia». Proprio l'altra sera c'è stato un altro principio d'incendio, sempre a causa di un mozzicone di sigaretta. Ieri il Comune ha deciso di intervenire in fretta: sabato 8 e domenica 9 ottobre sarà effettuato un intervento di aspirazione delle polveri lignee dagli interstizi (e non sono pochi) delle assi del ponte. Un intervento «tappabuchi», insomma, prima che sia troppo tardi. «Questi interventi però sono soltanto palliativi - dice Maggioni - gli interventi assolutamente urgenti sono ben altri. Stiamo parlando di ampi lavori di manutenzione, restauro e rifacimento. Bisogna intervenire, ormai è certo: noi siamo pronti a farlo subito, appena avremo ricevuto il parere del Ministero. L'iter, a quel punto, prevede un approfondimento con la città del progetto del nuovo ponte e sul quale, lo ricordo, l'amministrazione non si è ancora espressa. Poi, in caso di approvazione, procederemo oppure, in caso contrario, bandiremo una nuova gara». Il sì del ministero sul progetto non è ancora arrivato, il nuovo ponte (quello originario è stato realizzato negli anni '30 come struttura provvisoria in ferro e legno e poi è rimasto) è stato progettato in acciaio e vetro. E proprio la parte lignea ad esporlo un maggiore rischio: «La vetustà del legno lo rende ormai facilmente infiammabile - spiega Maggioni - i mozziconi, poi, sono pericolosissimi. Si incastrano negli interstizi, bruciano la polvere lignea. E rimangono a bruciare indisturbati qualche ora. Vietare di fumare sopra il ponte? Non siamo in uno Stato di Polizia e poi c'è già il divieto di gettare mozziconi per terra in tutta la città».