5 domande a Angelo Bottini ex soprintendente Angelo Bottini, professore alla scuola di specializzazione in archeologia a Matera, ex soprintendente in due città d'arte, come Firenze e Roma. Come vede, l'iniziativa dei suoi colleghi di Venezia? «Non conosco i dettagli della questione e non voglio giudicare il lavoro dei miei ottimi colleghi veneziani. Ma ho fatto il soprintendente abbastanza a lungo per sapere come vanno queste cose» E come vanno? «Vanno che ti trovi ad avere in consegna patrimoni archeologici, artistici, architettonici, librari, eccetera, di immenso pregio, e una dotazione economica che negli ultimi anni si è via via ridotta, fino a lasciare le soprintendenze alla fame, letteralmente.» Non esageri con i lamenti. «Io non esagero, mi limito a riportare fatti concreti: non ci sono i soldi per cambiare le lampadine fulminate, non ci sono soldi per pulire le sale dei musei o per riscaldarle, AnnullaOkAnnullaOknon ci sono soldi per la normale manutenzione. Figuriamoci per gli investimenti ... spesso si è lasciati alla disperazione». E quindi si impacchettano i grandi monumenti? «E quindi ci si industria per cercare di andare avanti. Se metti i pannelli sui monumenti ti crocifiggono, lo so ... ma se si arriva a tanto, qualcuno, più in alto, dovrebbe riflettere sulle risorse per i beni culturali. O no?» II rischio, insomma, è che se non metti i pannelli non hai i soldi neppure per la tutela del patrimonio? «La cosa paradossale è che se tu trascuri la tutela del patrimonio o la vigilanza del territorio, nessuno se ne accorge fin tanto che non viene fuori il fattaccio, ma se tu fai una iniziativa - che può essere discussa, per carità - per evitare di arrivare a tanto, ti prendi le critiche di mezzo mondo. Prima di stracciarsi le vesti, io credo, occorre riflettere sui tagli che sono stati fatti alla cultura».