Sfuma la cordata di sponsor Alla fine ha gettato la spugna. E lo ha fatto sapere senza troppi giri di parole, in un comunicato inoltrato ieri mattina. «Le condizioni per il mio impegno perla nascita della Grande Brera sono venute meno, di fronte all'inspiegabile rinvio dei passi concreti che pure erano stati concordati prima dell'estate». Parla con «rammarico» Letizia Moratti, che si era «resa disponibile» a far fronte alle necessità economiche dell'Istituzione milanese. Ignorata dal Ministero dei Beni culturali, dopo la mancata convocazione del Tavolo di lavoro previsto per fine agosto, si dice dispiaciuta per aver portato avanti «un attento e approfondito lavoro di analisi» che ora è caduto nel vuoto. Il morivo? «Bisognerebbe domandarlo agli altri interlocutori», fa sapere l'ex sindaco di Milano. I I riferimento va in primis al ministri Giancarlo Galan - che solo tre mesi fa aveva definito la Grande Brera «una priorità per il governo» - ma anche all'assessore comunale Stefano Boeri e a Giuliano Pisapia, i quali si erano detti «felici e pronti a dare il loro contributo» all'idea di Letizia. Proprio lei quest'estate si era data da fare, prodigandosi tra incontri e strette di mano, per cercare partner privati che potessero sponsorizzare e garantire la copertura finanziaria al rifacimento della Pinacoteca. Un progetto, in cui la Moratti, «ci aveva messo la faccia», ma che ora sembra svanire inspiegabilmente. «Il piano di lavoro era sembrato realizzabile - spiega la Moratti risentita - Ma evidentemente, ostacoli a me ignoti ne hanno impedito lo sviluppo». "Difficoltà" - che avrebbero determinato «l'impossibilità di assumermi delicate responsabilità nei confronti di soggetti privati internazionali» - e che fanno sorgere qualche dubbio. Solo pochi mesi fa, infatti, la Grande Brera sembrava giunta a un passo dalla sua realizzazione: a fine luglio il ministro dei Beni culturali aveva incontrato Aldo Bassetti, presidente dell'associazione Amici di Brera e Salvatore Carrubba, presidente dell'Accademia, mentre poche settimane prima il commissario straordinario Mario Resca affidava al Politecnico di Milano uno studio di fattibilità per definirei costi e i tempi del progetto. Iniziative che per ora restano in stand bye che sembrano vanificare i buoni propositi della Moratti.