«Impegno vanificato dall'inerzia di Roma» L'ex sindaco rinuncia alla cordata di finanziatori privati. Boeri: era una mossa azzardata Di ampliare la Pinacoteca di Brera si parta dal '76. Il commissario Resca ha ottenuto il trasferimento dell'Accademia per realizzare il progetto di Mario Bellini, ma il tutto costa 150 milioni. Letizia Moratti si era offerta di trovare fondi privati MILANO. Che la Grande Brera sia in grande frenata è nell'aria da mesi. Ieri si è tirata indietro Letizia Moratti, che quest'estate aveva regalato la speranza d'una cordata di finanziatori dopo l'allarme del commissario Mario Resca sull'assenza di fondi per mandare avanti il progetto del Ministero dei Beni culturali che, ha chiarito il ministro Giancarlo Galan, deve essere pagato «dai privati». E di trovarli si era proposta l'ex sindaco, oggi consigliera comunale di opposizione, dicendosi «pronta a mettermi alla guida di un gruppo di imprenditori italiani e internazionali». Era il 10 luglio, meno di un mese dopo la Moratti era ricevuta da Galan e gli strappava la promessa di un tavolo tecnico «che sarà convocato a fine agosto». Provocando qualche frizione col Comune («La Grande Brera non è un palcoscenico delle vanità», sentenziò l'assessore alla Cultura Stefano Boeri). Agosto è finito, settembre quasi e di tavoli non si vede l'ombra. La Moratti ha diffuso una nota: «Le condizioni per un mio impegno personale a contribuire a un progetto complessivo perla Grande Brera sono venute meno di fronte all'inspiegabile rinvio dei passi concreti concordati prima dell'estate. Ho informato il ministro Galan di questa mia decisione e del mio rammarico per aver portato avanti un attento e approfondito lavoro di analisi dei possibili modelli di una Fondazione alla quale avrebbero potuto partecipare importanti operatori economici e finanziari internazionali». Contro la Fondazione s'erano schierati i sindacati, ma non sono stati loro a far desistere la Moratti: «Questo impegno, concretizzatosi in alcuni incontri che ho avuto in settembre con la comunità internazionale di sponsor e donatori interessati, è stato reso vano dalla mancata convocazione del tavolo di lavoro da creare per iniziativa del Ministero. Evidentemente, ostacoli a me ignoti hanno impedito l'avvio di un piano di lavoro e questo determina l'impossibilità di assumermi delicate responsabilità anche nei confronti di soggetti privati internazionali». A quanto si apprende da fonti ministeriali, Galan ha ricevutola lettera della Moratti e nei prossimi giorni farà le sue valutazioni. Intanto Boeri, dalla Cina, sottolinea la «davvero singolare doppia mossa di Letizia Moratti, che prima si candida a capo di una supposta "cordata internazionale di mecenati" e poi si ritira lamentando poca attenzione dal governo. Resta il dubbio che si trattasse di una mossa azzardata». E ribadisce: «Senza un serio piano di fattibilità che indichi costi, tempi e procedura è impensabile una seria collaborazione tra pubblico e risorse private». A uno studio di fattibilità, per la verità, sta lavorando il commissario Resca, che ha convocato una riunione tecnica 1'11 ottobre: «Vado avanti col mio lavoro, perché tutto sia pronto quando si troveranno i soldi e le decisioni politiche, che non dipendono dame, saranno prese. Sono conscio che la situazione è diversa anche rispetto a pochi mesi fa. Ben vengano i privati, il punto è individuare modi e condizioni per il loro intervento. E non tocca a me».