A rischio il polo museale e la super-accademia. II commissario Resca: slitta la meta del 2015 «Troppi rinvii». Salta la cordata internazionale di mecenati Letizia Moratti: Ostacoli a me ignoti hanno impedito l'avvio di un piano di lavoro Stefano Boeri: Prima si candida per realizzare la Grande Brera, poi si ritira accusando il governo Grande Brera addio. L'annuncio arriva via comunicato: Letizia Moratti si sfila dal progetto del maxi polo museale e della super accademia. «Le condizioni per un mio impegno personale a contribuire alla nascita di un piano complessivo sono venute meno di fronte all'inspiegabile rinvio dei passi concreti che pure erano stati concordati) prima dell'estate». Colpa (anche) dell'immobilismo della politica romana, di un ministero che non ha mai convocato il tavolo di lavoro più volte annunciato. «Evidentemente ostacoli a me ignoti spiega allora l'ex sindaco hanno impedito l'avvio di un piano di lavoro che era sembrato realizzabile e questo determina l'impossibilità di assumermi delicate responsabilità anche nei confronti di soggetti privati internazionali che non comprenderebbero la difficoltà a condividere l'obiettivo di fare della Grande Brera uno dei poli museali e culturali più importanti d'Europa». La polemica è ovviamente (anche) politica. L'assessore alla Cultura del Comune, Stefano Boeri, è molto duro: «Davvero singolare la doppia mossa di Letizia Moratti, che nel giro di poche settimane prima si candida a capo di una supposta "cordata internazionale di mecenati" per realizzare la Grande Brera e poi, nello stupore generale, si ritira lamentando poca attenzione del governo. Resta il dubbio che si trattasse di una mossa azzardata. E resta la convinzione che senza un serio piano di fattibilità che indichi costi, tempi e procedura, sia impensabile una seria collaborazione tra pubblico e risorse private. Come Comune di Milano ribadiamo la volontà di fare tutto il possibile perché questo piano di fattibilità abbia finalmente inizio». Era luglio e la notizia sembrò la svolta: «Sono pronta a mettermi alla guida di un gruppo di imprenditori italiani e internazionali per portare a completa realizzazione il progetto della Grande Brera», annunciò la Moratti ed erano passate poche ore dall'allarme lanciato dal Commissario straordinario Mario Resca e dal ministro ai Beni culturali, Giancarlo Galan, sulla mancanza di fondi pubblici per portarlo a termine. Due mesi e mezzo dopo il risveglio è brusco. Salvatore Carrubba, presidente dell'accademia, è deluso, delusissimo: «Sono molto rammaricato, inutile nasconderlo. Era un'opportunità che andava esplorata fino in fondo. E invece si è trattata dell'ennesima occasione persa. Sono molto preoccupato». «Il traguardo si allontana», sospira un altro protagonista della telenovela di Brera, il commissario straordinario Mario Resca che da manager non può non osservare: «I tempi della politica sono evidentemente diversi da quelli del privato». «Intanto stiamo andando avanti anche senza fondi», sospira. Ma il 2015 si avvicina e il traguardo di consegnare la Grande Brera alla città dell'Expo «si allontana sempre di più».
Grande Brera, la Moratti: Mi ritiro dal progetto
Il progetto della Grande Brera, un polo museale e accademico a Milano, è in pericolo. Il commissario Mario Resca e il ministro Giancarlo Galan hanno lanciato un allarme sulla mancanza di fondi pubblici per il progetto. La presidente Letizia Moratti si era candidata a guidare un gruppo di imprenditori italiani e internazionali per portare a termine il progetto, ma poi si è ritirata. L'assessore alla Cultura del Comune, Stefano Boeri, è stato duro con Moratti, accusandola di aver fatto una mossa azzardata. Il Comune di Milano vuole fare tutto il possibile per portare a termine il progetto, ma il traguardo di consegnare la Grande Brera alla città dell'Expo si allontana sempre di più.
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