UN AFFRONTO INACCETTABILE PER L'IMMAGINE DELLA CITTÀ Serve un intervento immediato per il restauro a regola d'arte Ma ci si rende conto di cosa rappresenta per l'immagine e l'economia di una città a vocazione turistica come Lucca una piazza monumentale come S. Michele? È concepibile che, a pochi giorni dalla tanto attesa, ma infine felice riapertura della casa natale di Puccini - giunta al termine di un oggettivo sforzo per qualificare l'accoglienza, valorizzando quanto di bello e interessante Lucca può offrire - si compia uno scempio nel cuore del centro, coprendo di bitume le buche nelle pietre storiche? È giusto e doveroso intervenire per mettere la piazza in sicurezza ed evitare traumi a chi la percorre, ma il fatto che non ci siano soldi non può assolutamente giustificare il ricorso al bitume. Non sono le spese per restauri del genere quelle da tagliare nel bilancio comunale. L'affronto è grave, inconcepibile e inaccettabile. Tanto più che l'accaduto era ampiamente annunciato: bastava prendere in considerazione le segnalazioni di cittadini e associazioni, accanto ai reiterati servizi del nostro giornale sui danni recati al selciato della piazza da fiere, mercati e mostre di ogni genere, che oltretutto oscurano la visuale per mesi. Possibile permettere che su pietre che, è stato confermato, poggiano soltanto su uno strato di sabbia arrivino anche camion carichi di attrezzature per i banchi? È ammissibile che si consentano buchi per i picchetti e altri interventi che intaccano la pietra per rendere possibili gli allacciamenti? Che fine ha fatto la proposta di individuare per le varie manifestazioni aree più consone e, soprattutto, di restaurare il selciato di piazza S. Michele, uno dei luoghi di maggiore attrazione della città? È davvero contradditorio l'atteggiamento di una amministrazione sempre più severa con cittadini e operatori per i quali si prevedono (giustificate) ordinanze che disciplinano gli arredi e l'esposizione dei rifiuti, la sosta anche delle biciclette e le affissioni, ma incredibilmente disattenta - per usare un eufemismo - nella cura del patrimonio architettonico pubblico. Un paio di esempi, oltre a piazza S. Michele: in questi giorni si assiste al nuovo scempio annuale degli spalti nell'area ex Balilla, i cui effetti durano sei mesi, per il montaggio degli stand che distruggono il manto erboso, e sono sempre più indecenti le condizioni degli accessi alla piazza Anfiteatro e della via che lo circonda. E la lista potrebbe continuare a lungo. Cosa si aspetta a intervenire per rimediare? Asfalto sul selciato, la condanna dell'ex assessore «Chi non cura il centro non sa amministrare» B.A. LUCCA. «Posare il bitume sulle pietre del sagrato di San Michele significa non avere cura del centro storico, significa non essere in grado di amministrare la città. Lucca è una città "di pietra". Invito chi l'amministra adesso a visitare le altre città d'Europa con le stesse caratteristiche, e a notare come vengono gestite». Sono taglienti le parole di Marco Chiari, ex assessore al decoro urbano, che più volte, durante il suo mandato, ha adottato misure anche impopolari per preservare al massimo il cuore storico della città. «Ricordo - rammenta Chiari - che un anno fa, prima dell'inizio del Settembre Lucchese, feci un'ordinanza per impedire che qualsiasi tipo di autocarro transitasse nelle strade del centro storico, per un senso di rispetto nei confronti dei turisti che in questo periodo ogni anno in grande misura affollano la città. Quest'anno vedo invece che i turisti passeggiano nel centro storico accanto ai camion che lo attraversano». Sulla vicenda del bitume, Marco Chiari si dice allibito. «Mi meraviglio - dichiara infatti - che sia stato deciso un provvedimento di questo genere e di questa portata. Un intervento con queste caratteristiche potrebbe essere tollerato soltanto nel caso in cui rappresentasse un rimedio temporaneo, per fare fronte a una situazione di precarietà, a un'emergenza insomma». Il provvedimento assume ben altro siginificato invece - considera ancora l'ex assessore - «se viene intrapreso per un "periodo temporaneo" inteso all'italiana, quindi di venti o trent'anni almeno. Non c'è cosa peggiore di un'opera precaria che invece diventa durevole, fissa nel tempo». «Mi sono sempre battuto per la tutela dei monumenti cittadini - aggiunge Chiari -. E anche il sagrato di San Michele è un monumento cittadino che va valorizzato e mantenuto nel tempo. Anche le strutture dei banchi del mercatino - sottolinea riferendosi ai due appuntamenti annuali con le bancarelle sul sagrato, quello nel periodo di Pasqua e quello in contemporanea con il Settembre Lucchese - non vanno fatte portare con i camion direttamente sul sagrato. Per salvaguardare il selciato occorre invece portare tutto quanto a mano», è la nuova sottolineatura. Invece, il rammarico di Chiari consiste nel dover assistere a frequenti iniziative sul sagrato di San Michele in occasione delle quali, denuncia l'ex assessore, «vengono fatti montare sul selciato addirittura camion dell'esercito, come succede ad esempio quando il sagrato ospita le iniziative della Croce Rossa. Chi lo permette ha una grave responsabilità». «Bitume sul sagrato? Usuale procedura» Il sindaco: «Se non blocchiamo le pietre rovinate, finisce che si rompono tutte» La pavimentazione rotta sarà sostituita, ma quando ad oggi non si sa. Dipenderà dalle risorse di cassa BARBARA ANTONI LUCCA. «Il bitume sul sagrato di San Michele è stato un fatto necessario, inevitabile. Un provvedimento tampone per evitare il peggio, sia in termini di incolumità pubblica che di danni ulteriori alla pavimentazione, e di maggiori spese che ne potevano conseguire per il futuro ripristino». Senza battere ciglio, il sindaco Mauro Favilla spiega perché sulle pietre antiche del sagrato è comparso il bitume. Un'iniziativa che ha fatto esplodere l'indignazione dell'associazione Italia Nostra, che ha tuonato contro il Comune per avere «pareggiato con palate di nero conglomerato bituminoso quasi tutte le più consistenti irregolarità, rotture, buche, presenti nelle strisce in marmo bianco che, intersecandosi, riquadrano la piazza San Miche in Foro entro il perimetro delle catene». Favilla risponde punto per punto. A prendere l'iniziativa di stendere del bitume sulle pietre rotte, sbriciolate o sconnesse della pavimentazione del sagrato - dove al momento sono montate le bancarelle del mercato di San Michele in occasione del Settembre Lucchese -, spiega ancora Favilla «è stato l'ufficio tecnico», a seguito di una precisa segnalazione. «Con tutto il grande movimento che c'è stato, qualcuno dev'essersi fatto male inciampando su una pietra - precisa il sindaco -. L'episodio è stato comunicato all'ufficio tecnico che così ha dovuto intervenire. Se si fossero verificati altri casi analoghi e l'ufficio tecnico avesse avuto consapevolezza del pericolo rappresentato dalla pavimentazione sconnessa, ne sarebbe stato responsabile penalmente». Secondo Favilla, l'intervento praticato è «provvisorio, un rimedio tampone per scongiurare il peggio. Se le pietre rotte o sbriciolate non fossero state fissate, piano piano si sarebbe allentata tutta la pavimentazione. E fermare un movimento ben più grande di quello di un numero ristretto di pietre è molto diverso. Quelle in porfido, ad esempio, se non si fermano subito, partono tutte, una dopo l'altra». E poi, considera il sindaco «per sostituire le pietre rovinate ci vogliono tanti soldi. Non si può intervenire nell'immediato. Occorre fare un preventivo, che dev'essere approvato. Non procedere subito con l'intervento tampone, avrebbe significato spendere molto di più quando sarà eseguito l'intervento in via definitiva». E continua che l'uso del bitume, in casi come quello del sagrato di San Michele, «è una procedura abbastanza normale. Anche a me alcuni cittadini hanno segnalato la presenza del bitume, ho spiegato che avevamo preso questa iniziativa con carattere di tamponamento. È una procedura che seguiamo normalmente, anche in altri punti del centro. Purtroppo, il bitume sulla pietra bianca di San Michele si vede di più che su quella grigia, gli possiamo dare una mano di bianco». Altro vantaggio rappresentato dall'utilizzo del bitume, analizza sempre il sindaco, è il fatto di «poterlo rimuovere più facilmente del cemento, che invece per essere rimosso richiede l'utilizzo del martello pneumatico». Quanto invece a date certe circa l'intervento definitivo di sostituzione delle pietre rotte, il sindaco conferma che nelle intenzioni c'è ma quando «non lo so. Se l'ufficio tecnico ha i fondi necessari per realizzare questa opera, basta una semplice determina dirigenziale e il lavoro può partire. Ma se i fondi non sono disponibili, allora vanno reperiti, occorre una delibera della giunta. I tempi così si allungano».