Il suggerimento è provocatorio: «Apponete una lapide sul pavimento con il nome degli autori dell'opera e la data Pinella Leocata Il suggerimento è provocatorio: «Apponete una lapide sul pavimento con il nome degli autori dell'opera e la data. Non sarà risparmiata dal calpestio delle future generazione di studenti catanesi, ma... sarà dato a "Cesare quel che è di Cesare", ovvero, l'altra faccia della gloria». Antonino Leonardi, già responsabile della Sezione Benedettini dell'Ufficio tecnico dell'Università, l'esperto che per trent'anni ha seguito il restauro del complesso monumentale, interviene nel dibattito e nella polemica sollevati dalla nuova sistemazione del cortile esterno. Non per dare «giudizi sulle scelte progettuali e operative adottate» - non espliciti almeno, ché la sua valutazione è chiara e non lascia incertezze interpretative - ma per onorare la memoria del monumento. «Anche perché - specifica - ritengo che non vi siano le condizioni per una discussione seria e riparatrice». E la memoria e i documenti dicono che nel 2002 l'architetto Giancarlo De Carlo dovette affrontare il problema, ancora insoluto, della «sistemazione del voluminoso gruppo di refrigerazione dell'impianto di climatizzazione». La soluzione, trovata insieme alla sovrintendenza e approvata dal sovrintendente Gesualdo Campo, prevedeva «di ubicare le apparecchiature dentro uno scavo del cortile sud, proteggendo i reperti rinvenuti e schermando i macchinari con un volume intonacato e attrezzato con un sedile alla base». «Ricordo - racconta Nino Leonardi - che, dopo quell'anno, furono realizzate alcune delle opere incluse nel progetto. In particolare: i marciapiedi lungo il fronte delle aiuole, la messa a dimora di alberi di ulivo attorniati da sedili, il primo troncone della simulazione della strada romana, la sistemazione del collare del pozzo nell'angolo di sud-est e la sistemazione del grande volume di mascheramento dell'impianto di refrigerazione. Restava da eseguire - come è scritto protocolli dell'Università e della Sovrintendenza - il trattamento della superficie dei cortili, a mia memoria da De Carlo previsto in sabbia rossa rullata posta su una base di ghiaia lavica. Occorreva, inoltre, eseguire la simulazione della strada romana per il tratto intermedio e le opere minute di completamento, muri di sostegno e parapetti, nonché la pavimentazione in basole laviche della porzione del cortile antistante l'Auditorium sotto il doppio filare degli alberi di ficus». La critica è netta e chiara. Il progetto del grande architetto De Carlo prevedeva altra soluzione rispetto a quella ora adottata dalla sovrintendenza che, a detta di tutti, comunica un «effetto cemento». Una scelta a suo avviso tanto più grave se si tiene in considerazione che il complesso di San Nicolò all'Arena è monumento nazionale già dall'atto del suo incameramento ai beni dello Stato, il 12 gennaio 1869, quando fu ceduto al Comune, e che nel 2002 è stato incluso dall'Unesco nella lista dei monumenti dichiarati Patrimonio dell'umanità. Non solo. Ad essere vincolato, dal 2008, è lo stesso progetto di restauro di Giancarlo De Carlo. La Regione Sicilia - con decreto del 23 maggio 2008, poi pubblicato il 20 giugno sulla Gazzetta ufficiale della Regione - ha voluto dare un riconoscimento pubblico al trentennale lavoro dell'Università per recuperare il Monastero con una «Dichiarazione di importante interesse artistico del progetto guida di Giancarlo De Carlo e delle opere riguardanti la ricostruzione del complesso dei Benedettini di Catania». Se ne deduce che la soluzione scelta per il cortile non solo ha tradito il progetto di De Carlo, ma ha anche violato il vincolo apposto dalla Regione. Una ricostruzione alla quale Nino Leonardi fa seguire due domande. «La prima riguarda le motivazioni (estetiche? economiche? funzionali? tecniche?) che hanno indotto a variare le previsioni del progetto dell'architetto De Carlo. La seconda riguarda una curiosità tecnica: che tipo di metro è stato utilizzato per ricollocare i sedili attorno i cilindri che accolgono gli alberi di ulivo che De Carlo aveva indicato al centimetro? Forse il metro del caso?». Di qui la proposta della lapide da apporre sul pavimento, sotto i piedi di chi passa, a futura... memoria. 29092011
SICILIA - Apponete una lapide sul pavimento con il nome degli autori dell'opera e la data
Nino Leonardi, esperto di restauro, interviene nel dibattito sulla sistemazione del cortile esterno del complesso monumentale di San Nicolò all'Arena a Catania. Egli sostiene che la scelta del progetto attuale è stata provocatoria e viola il vincolo imposto dalla Regione Sicilia nel 2008. Leonardi ricorda che il progetto originale di Giancarlo De Carlo prevedeva una soluzione diversa, che prevedeva la sistemazione del gruppo di refrigerazione all'interno di uno scavo del cortile sud, proteggendo i reperti rinvenuti e schermando i macchinari con un volume intonacato. La critica di Leonardi si concentra sul fatto che il progetto attuale comunica un effetto cemento e viola il vincolo imposto dalla Regione.
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