Parla il neopresidente di Confindustria: "Ecco gli elementi su cui far leva per la ripresa" Oscar del bilancio il Comune fra i tre finalisti ODOARDO SCALETTI Che cosa proporrà di fare ai suoi interlocutori? «Ci sono tante cose da fare, ma secondo me la prima è applicare una ricetta molto semplice ed ereditata dagli antichi, e cioè rimettere in moto ledilizia. Questo comparto tante volte ha fatto da volano alleconomia di un territorio e qui è connesso direttamente con il turismo, settore che alla Spezia ha potenzialità di sviluppo enormi, basti considerare il contesto naturalistico-paesaggistico in cui la città è inserita. Il turismo, a sua volta, ha bisogno di nuove realizzazioni. Per portare turisti in territorio spezzino occorre aumentare la sua attrattività e in questa prospettiva abbiamo grandi progetti che, se portati a compimento, risulterebbero decisivi, tra i quali quelli che riguardano il waterfront cittadino e la foce del Magra». Il rifacimento del waterfront è un progetto grandioso che rilancerebbe crociere, nautica, commercio, attività di ristoro e di accoglienza. Ma richiede anche grossi investimenti. «Lostacolo maggiore, oggi come oggi, è limmobilismo. Sono passati cinque anni da quando larchitetto Josè Maria Llavador ha vinto il concorso didee e siamo ancora al punto di prima». E per la foce del Magra? «Il Progetto Marinella prevede lo sviluppo di un nuovo polo turistico integrato, con forti capacità di attrazione, darebbe grande impulso al territorio. Ma i tempi, per tutti i progetti, sono lunghi, sia per il peso della burocrazia sia perché comitati e gruppi che si oppongono non mancano mai e i politici non vorrebbero scontentare nessuno». E le infrastrutture come vanno? «Il raddoppio della Pontremolese per essere terminato ha bisogno delle risorse necessarie. Non so quando potrà concludersi. Anche il completamento del passante dellAurelia a monte della Spezia non mi sembra sia in vista». Grandi potenzialità sono presenti anche allArsenale. «LArsenale e la Marina Militare sono già ora importantissimi per il nostro territorio. Basti pensare che lArsenale occupa 850 civili, più i militari, e ha il suo indotto. Peccato che le restrizioni al budget della Difesa, le riduzioni di organico e i trasferimenti di navi dalla Spezia a Taranto riducano il ruolo della Marina in città, un ruolo che, comunque, resta decisivo». LArsenale potrebbe cedere al porto e alla città aree che non gli servono più. E il porto ha una gran fame di spazi. Che prospettive vede in questa direzione? «Si sono stretti accordi, alcune aree marginali sono già state consegnate al Comune, analisi sono in corso, ma molto dipende da Roma, le decisioni strategiche in questo caso sono da prendere in sede ministeriale». Quindi, bisogna fare appello a Roma. Che altro chiede a livello nazionale? «La prima cosa da fare, la più semplice, è che lo Stato paghi i suoi debiti alle imprese».