Chiedono un tavolo sui nuovi impianti. E la Regione rinuncia al ricorso Lipotesi di ricorrere al Consiglio di Stato è stata scartata. E ora il caso, aperto dalla decisione del Tar, sarà discusso in un tavolo tecnico. Allindomani delle sentenze del Tribunale amministrativo di Bari che di fatto ha dato il via libera ad alcuni impianti eolici non autorizzati dalla Regione, gli esperti dellufficio legale e i tecnici dellassessorato allAmbiente cercano una strategia per limitare limpatto della decisione dei giudici. Che si basa sulla sentenza con la quale la Corte Costituzionale ha bocciato il regolamento del 2006. Se la via del ricorso al Consiglio di Stato non appare percorribile perché il risultato del contenzioso sarebbe scontato, quello dellaccordo con le aziende che hanno vinto il ricorso sembra una ipotesi più concreta. E del resto ad auspicare unintesa sono gli stessi ambientalisti, favorevoli allo sviluppo delle energie rinnovabili, ma sempre nel rispetto del paesaggio. Edoardo Zanchin è il responsabile del settore energia di Legambiente: «Quello che auspichiamo è che le imprese si siedano attorno ad un tavolo con la Regione, senza forzare la mano. Le sentenze del Tar - dice - confermano le preoccupazioni che avevano espresso quando, in mancanza di guide linee nazionali, le Regioni sono state lasciate sole a decidere». La posizione degli ambientalisti è nota. «Siamo per leolico ed il fotovoltaico, che però devono essere inseriti bene e nelle aree giuste. Purtroppo può capitare che vengano installati impianti di grande impatto paesaggistico». Dalle associazioni che si battono per la tutela del territorio, arriva, quindi, un invito alla Regione. «Ben vengano - dice Pasquale Salvemini, responsabile del settore Vigilanza del Wwf - le rinnovabili con il fotovoltaico ed eolico in testa, ma oggi la Regione Puglia deve assolutamente rivedere la sua posizione in termini di gestione del territorio. Ancora una volta si assiste ad un uso distorto del territorio agro-silvo-pastorale, dove centinaia di ettari vengono sottratti allagricoltura». La risposta della Regione è il nuovo regolamento che di fatto introduce limiti e prescrizioni per evitare che lo sviluppo delle energie rinnovabili possa costituire un rischio per il territorio. E ora resta da capire se i cento impianti, non autorizzati sulla base delle norme cassate dalla Corte Costituzionale, possano entrare in funzione o debbano essere sottoposti alle procedura della valutazione dellimpatto ambientale, sulla base del nuovo regolamento. Uno dei parchi eolici, autorizzato dal Tar, sarebbe dovuto nascere a Serracapriola. E il sindaco Vito Monaco non nasconde la sua soddisfazione per la decisione dei giudici: «La zona che avevamo individuato non è agricola. Non ci sono colture. Con la realizzazione degli impianti potremmo incassare somme importantissime per le casse del Comune».