DECORO URBANO Sbriciolata in più punti e a pericolo cadute la pavimentazione antica intorno alla chiesa LUCCA. Bitume nero per coprire le buche sul sagrato di San Michele. Visibile soprattutto dove la pavimentazione è fatta di lastre di marmo bianco, rovinato e sbriciolato da tempo. Lì di bitume ne è stato usato di più, e la striscia di marmo, da bianca che era, adesso sembra una scacchiera bicolore. Su questo scempio punta il dito Italia Nostra, con il suo presidente Roberto Mannocci. Ha messo in tasca la sua digitale e ha cominciato a scattare. Una due, dieci, infinite "toppe" che costellano le parti di sagrato (restaurato l'ultima volta a cavallo fra Settecento e Ottocento) non occupato dalle bancarelle del mercato di San Michele durante il Settembre Lucchese. «Il sagrato era malridotto da tempo - dice Mannocci -. Specialmente il marmo era consumato, sbriciolato. Ma ci sono avvallamenti anche nella pietra grigia. Questo era il degrado che si osservava finora. A spalettarci il bitume per riempire le buche il Comune non era mai arrivato. Non so a quale tecnico o amministratore vada attribuita la decisione di usare bitume per coprire le pietre rotte». Mannocci immagina che il provvedimento sia stato adottato «per evitare cadute ai frequentatori del mercato di San Michele», ma è un'iniziativa che non perdona al Comune, e chiede infatti alla Soprintendenza «un'urgente verifica in loco per prendere atto di questa nuova tecnica restaurativa scoperta in questa soprendente e creativa Lucca, che sempre più si conferma capitale della cultura, della musica, del turismo e ora anche del rispetto del patrimonio storico», ironizza. L'assessore ai lavori pubblici Marco Agnitti non si sottrae al confronto. «Quel bitume sulle pietre del sagrato di piazza San Michele è un obbrobrio - esordisce -, l'avevo segnalato anch'io all'ufficio preposto. Si tratta di un intervento adottato per salvaguardare i rischi che le pietre sconnesse possono rappresentare per l'incolumità pubblica». In secondo luogo, spiega l'assessore, «il bitume evita che si allarghi la frattura nelle pietre rotte. Non contesto la protesta di Italia Nostra, tutt'altro. L'associazione ha ragione, anche io sono stato iscritto». Terzo motivo dell'uso del bitume per coprire le buche nelle pietre è il fatto che in tempi di ristrettezze economiche, anche per gli enti locali, spiega sempre l'assessore che «un po' di bitume costa poco». Dopodiché si impegna, in prima persona, ad adoperarsi perché le condizioni originarie della piazza vengano ripristinate, e al più presto possibile. «Solleciterò gli uffici fin da subito - promette Agnitti -. Faremo in modo che le pietre rotte vengano sostituite, ne abbiamo tante in magazzino. E anche il paramento di marmo deve essere recuperato e le lastre rotte sostituite». Subito dopo il Settembre Lucchese - è il Comune che si fa sentire con una nota nel pomeriggio, quando il caos è già ampiamente scoppiato - «sarà attuato un intervento di definitivo risanamento. Anche in altri luoghi della città, l'amministrazione è consapevole dell'esistenza di situazioni simili cui è necessario porre rimedio quanto prima, naturalmente privilegiando sempre la pubblica incolumità». «Possibile trattare piazza San Michele come una qualsiasi strada di periferia? - interviene nel dibattito Serena Mammini, consigliere comunale del Pd -. Il problema della pavimentazione, del suo degrado, accentuato anche dal continuo montaggio e smontaggio di banchi dei vari mercatini si protrae da anni. Da anni varie proposte si sono alternate su più fronti, ma ai dibattiti non è seguita alcuna decisione adeguata all'altezza della città che abbiamo l'onore di abitare».