Lallarme sul contemporaneo di Gabriella Belli, che lascia il Mart per i Civici Veneziani «Non voglio parlare di tagli, anche se la situazione sta peggiorando: i musei non hanno più soldi per curare le loro collezioni». Gabriella Belli, presidente dellAssociazione dei Musei dArte Contemporanea Italiani (Amaci) e direttore uscente del Mart di Rovereto, preferisce evitare gli allarmi, ma larte è sempre più povera. Alla vigilia della Settima Giornata del Contemporaneo (1000 spazi aperti gratis l8 ottobre, con locandina di Giulio Paolini), la crisi denunciata lo scorso anno continua. Lo stesso Mart, nel bilancio 2012, subirà un taglio significativo dalla Provincia autonoma di Trento: qualcuno dice del 50 per cento. Intanto il Madre di Napoli è ormai scenario di una dismissione, mentre il Mambo di Bologna resiste tra le difficoltà. Tutto questo in mesi densi di polemiche: solo ieri Franco Miracco, consigliere del ministro Galan, ha assestato lennesima stoccata al Padiglione Italia della Biennale firmato Sgarbi, definendolo «una delle nostre vergogne». Presidente Belli, cosè cambiato in un anno? «Tutti i musei dellAmaci hanno subito un ulteriore collasso dei finanziamenti, ma stavolta siamo parte di una crisi più estesa e per questo non presentiamo numeri. Il problema, semmai, è capire come concentrare i pochi finanziamenti pubblici». Qual è la strada? «Concentrarsi meno sugli eventi effimeri e investire sulle strutture permanenti. Pensare più al cittadino che al turista: le mostre vanno, i musei restano e sono spazi per la società. Il rischio maggiore che corrono in particolare quelli di arte contemporanea è di non acquistare più novità. Nei nostri mancano le opere dalla fine degli anni Ottanta in poi. Di questo passo, nel 2050 non avremo più nulla per documentare il passato prossimo dellarte italiana». La crisi tocca anche il Mart che sta per lasciare... «Sì, ma al Mart abbiamo la fortuna di conoscere i tagli con anticipo per poter programmare. Certo, abbiamo dovuto far slittare qualche appuntamento. La vera spina al fianco dellAmaci è il Madre, esempio di come la politica non dovrebbe essere parte integrante della gestione di un museo». Dal 1 dicembre lascia il Mart per i Musei Civici di Venezia. «Sì, e rimetto anche il mio mandato di presidente dellAmaci. Spero che per quella data il Mart avrà un nuovo direttore». Il cda ha affidato lesame dei candidati a una multinazionale... «Ci sarà prima una valutazione dei curriculum, poi la commissione presieduta da Salvatore Settis proseguirà con unulteriore selezione. Infine il direttore verrà approvato dal consiglio di amministrazione». Come devessere il nuovo direttore del Mart? «Visionario. Italiano o europeo, uomo o donna, giovane o anziano, non importa. Il Mart, per la sua collocazione, ha comunque un futuro in salita. Deve guadagnarsi ogni giorno credibilità e visitatori. Vorrei che il nuovo direttore amasse il Mart quanto lho amato io».