Metà degli incassi andrà al fondo per il restauro dei monumenti Nozze tra passato e futuro nel museo Gucci di Firenze, tecnologico, interattivo, interamente cablato, che da oggi apre, nel trecentesco palazzo della Mercanzia, in piazza Signoria, nel cuore della città. Quella Firenze che 90 anni fa, nel 1921, ha visto nascere sulle rive dell'Arno l'arte e il genio creativo di Guccio Gucci. Novant'anni di storia dell'azienda messa in vetrina. Azienda che da impresa familiare e artigianale è diventata oggi uno dei principali marchi mondiali del settore del lusso con le vendite che a fine 2010 ammontavano a 2,66 miliardi di euro, 18 sul 2009. Ma dare casa alla storia della maison di moda fiorentina, progettata dal direttore creativo di Gucci, Frida Giannini, è al tempo anche un'operazione più ampia, filantropico, perché la metà dei ricavi dei biglietti d'ingresso al museo (6 euro) sarà destinata a un fondo che finanzierà il restauro e la tutela di monumenti, palazzi e d opere d'arte di Firenze, come ha spiegato il presidente e ceo di Gucci, Patrizio di Marco, all'inaugurazione, lunedì, nel cuore della settimana della moda, celebrata con una serata per supervip a Palazzo Vecchio. In tempi di scarse risorse a disposizione di amministrazioni e soprintendenze per il recupero dei beni artistici e monumentali l'iniziativa di Gucci si segnala come modello di collaborazione fra partner privati ed enti pubblici, che, è l'auspicio, possa fare scuola. L'amministrazione di Palazzo Vecchio non è stata da meno e ha collaborato perchè si arrivasse in tempi brevi all'avvio dei lavori per il recupero dell'immobile che Gucci voleva destinare a museo della maison dopo il trasferimento a Roma dell'ufficio creativo che in precedenza abitava le stanze del Palazzo della Mercanzia. Di proprietà privata, Gucci paga l'affitto. E arrivare alla definizione del museo non è stato un percorso facile dal punto di vista dei contratti. I lavori, invece, sono stati condotti a spron battuto: meno di nove mesi tra l'avvio del cantiere e l'inaugurazione del museo che occupa 1.715 metri quadrati, distribuiti su tre piani, e diviso in sale a tema, che dal viaggio allo sport, espongono la creatività del marchio del colosso del lusso Ppr di François Pinault. E questo permette l'attivazione del circuito artistico museale che vedrà nelle sale espositive del museo Gucci anche uno spazio dedicato all'arte contemporanea, passione di Pinault, mecenate di palazzo Grassi e di Punta della Dogana a Venezia. Tanto che per l'inaugurazione, in piazza Signoria, dentro il contemporary art space del museo Gucci, è ospitata l'opera dell'artista statunitense Bill Viola, che espone anche alla Biennale di Venezia, con due videoinstallazioni concesse in prestito da Artis Pinault Group. Dunque, non solo borse, valigie, foulard, abiti, scarpe, pinne, selle, e perfino una Cadillac tappezzata Gucci da Aldo Gucci, ma anche un caffè Gucci, al piano terra dove ci si può fermare per una sosta golosa. Sempre al piano terra la libreria gestita con Rizzoli, con pubblicazioni specializzate per gli appassionati di moda e arte, ristorante studiato con un tavolo comune per socializzare. Sempre al piano terreno, anche il gift shop, un negozio dove si potranno acquistare oggetti made Gucci unici, che non si trovano altrove, tutti con il marchio Gucci Museo. I lavori di recupero del palazzo sono stati condotti sotto il controllo della soprintendenza dei beni architettonici, ambientali e paesaggistici di Firenze, guidata da Alessandra Marino. Non era facile, visti gli spazi angusti derivanti dai vari rimaneggiamenti che ha subito il palazzo in varie fasi, dal Trecento fino all'ultimo rifacimento, nel '700. Smantellati gli uffici, sono state scoperte le mura originarie e riportata anche la pavimentazione in pietra serena al suo tipo originario, com'era nel '400, in accordo con la pavimentazione di piazza Signoria. Un lavoro artigiano di grande qualità che ha riguardato anche le facciate e che è stata una grande sfida che si traduce ora in un fiore all'occhiello. Il museo è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 20 mentre il caffè e la libreria chiuderanno più tardi, alle 23. Un modo per rivitalizzare anche il cuore di Firenze.