È difficile rimanere indifferenti di fronte ai dati sui consumi culturali nel nostro paese diffusi da Federculture nella conferenza nazionale che si è tenuta a Roma qualche giorno fa. Risulta infatti che le famiglie italiane, nell'ultimo anno, abbiano incrementato la loro spesa di un bel 5,8, pari a circa 65 miliardi di euro. Qualcosa di molto significativo, se si tengono presente i tassi di impoverimento di gran parte dei cittadini nello stesso periodo. All'interno di questo dato, si mette in luce come la spesa cresca di molto nei confronti degli spettacoli teatrali (13,49), dei concerti di musica classica (5,94), di musei e mostre (3,82) e decresca per gli spettacoli sportivi (- 40,52). Evidentemente, la reazione alla morsa della crisi, da parte dei singoli e della società nel suo complesso, è quella di investire in cultura ed, eventualmente, di tagliare su altri beni - ad esempio le spese in combustibili e carburanti sono scese quasi del 3. I cittadini sembrano aver capito che la cultura è utile sia come crescita personale che come fenomeno collettivo, sociale, identitario, inclusivo e sviluppatore di coesione. La conferma incontestabile vien da un altro dato: la spesa nella formazione e nell'istruzione vede un incremento del 12,5. Sono dati importanti che rassicurano sulla solidità delle convinzioni della società italiana ma che sono in dissonanza con le scelte politiche e strategiche dei governi e di gran parte della classe dirigente del nostro paese. Perché gli investimenti pubblici in cultura sono scesi del 15 negli ultimi quattro anni? Perché i tagli che si prevedono per il prossimo futuro potrebbero portare a una diminuzione del 30? Perché le aziende private stanno disinvestendo in questo settore? La conferenza Nazionale di Federcultura si tiene ormai da sei anni. Quest'anno, per la prima volta, gli esponenti del governo italiano hanno scelto di non parteciparvi. Il senso di solitudine dei circa un milione e mezzo dei lavoratori della cultura aumenta vistosamente. Ma sappiano che possono contare sul largo appoggio dei cittadini.