Ancona. Lorenza Mochi Onori, neo direttore generale per i Beni culturali, torna nelle Marche, la regione che per lei ha rappresentato l'inizio e la maturità della sua vita di studiosa. "E' il coronamento della mia carriera", dice. Fra i progetti una grande mostra sul Settecento dopo quella sulla Città Ideale a Urbino in primavera "Con la Regione i rapporti sono sempre stati ottimi Abbiamo già in programma riunioni e iniziative" "In periodi di tagli le prospettive si riducono. Ma si possono trovare sponsor e appoggi" Ancona. Lorenza Mochi Onori torna nelle sue Marche, la regione che per lei, nata a Città di Castello, ha rappresentato l'inizio e la maturità della sua vita di studiosa. "E' il coronamento della mia carriera", dice appena ricevuta la nomina di direttore generale delle Marche per il ministero dei Beni culturali. La sua casa a Senigallia non l'ha mai lasciata anche se, dal 2009 ad oggi, ha dovuto fare le valigie per Napoli. A Senigallia torna ogni estate e qui spera ora di risiedere stabilmente pur con un po' di andirivieni da Ancona. E subito è pronta a partire con un grande progetto, da mettere in cantiere dopo la grande mostra che ad Urbino riunirà, nella primavera del prossimo anno, i tre dipinti su "La città ideale" oggi presenti, oltre che nella città ducale, anche a Baltimora e Berlino. Quello che ha in mente la neo direttrice generale è una mostra sul Settecento nelle Marche. Sarà questo certo un altro tassello nel grande progetto di rilancio culturale della regione, lanciatissima dopo le mostre su Gentile da Fabriano e Raffaello. II tutto grazie all'azione congiunta di Regione, Province, Comuni e Soprintendenza. Con la Regione in particolare, annuncia la Mochi Onori, si partirà presto "con riunioni e progetti". "Fra noi - dice - la collaborazione è sempre stata ottima". E certo il suo ritorno nelle Marche darà ulteriore supporto alla candida-tura di Urbino capitale della cultura europea nel 2019, annunciata dal governatore Spacca insieme al presidente della Provincia di Pesaro-Urbino Ricci. "I presupposti ci sono tutti - dice la Mochi Onori -. Nel '400 Urbino era la capitale della cultura in Italia e in Europa, e cioè del mondo". Siamo in un periodo di tagli, le prospettive si riducono. "E' un problema che dovremo affrontare per vedere il da farsi. Ma non ho dubbi che una iniziativa che sappia valorizzare il territorio possa trovare sponsor e appoggi di Fondazioni e Casse di Risparmio". E per i musei, a corto di personale: "E' un problema difficile, da affrontare anche con il coinvolgimento dei sindacati. Si possono però trovare soluzioni ricorrendo alla tecnologia. Le telecamere di controllo possono ovviare alle carenze". Cosa pensa dell'affidamento dei beni archeologici ai privati? "Una strada ancora da esplorare. Ci andrei cauta. Meglio affidarsi a università e a istituti di ricerca". Continuare a scavare o meglio studiare e valorizzare quel che c'è nei magazzini? "Dico che si scava se si suppongono risultati. I magazzini sono polmoni di studio ma non è che si possa esporre tutto". Tutela del paesaggio, si fa abbastanza? "Un paesaggio come il nostro deve essere valorizzato al massimo. Quello rurale in particolare è una risorsa per un turismo d'elite. Possiamo essere la Toscana del futuro. Dobbiamo puntarci". Le Marche stanno vivendo un vero e proprio exploit. Quali sono le peculiarità da valorizzare? "Le bellezze del nostro paesaggio, appunto. Ma anche la grande cultura dei piccoli paesi, lontani dal turismo di massa e per questo integri. E poi la straordinaria tradizione enogastronomica che pure è cresciuta tantissimo. Sono aspetti che possono attirare un turismo colto, di alto livello. Viaggiatori come quelli che visitavano la Toscana nell'800 attratti proprio da questo tipo di bellezze". Un sogno nel cassetto? "Una grande mostra sul Settecento nelle Marche. Un periodo importante e poco conosciuto". E chissà che dalla studiosa non emerga qualche scoperta straordinaria: come quella recentissima sulla Madonna del Divino Amore, opera attribuita finora a un allievo di Raffaello e che invece, secondo la Mochi Onori, sarebbe frutto dell'arte del maestro urbinate.
Marche. Mochi Onori: "Subito una grande mostra"
La neo direttrice generale per i Beni culturali, Lorenza Mochi Onori, torna nelle Marche, la regione che ha rappresentato l'inizio e la maturità della sua vita di studiosa. Ha ricevuto la nomina e annuncia di partire con un grande progetto, una mostra sul Settecento nelle Marche. La mostra sarà un altro tassello nel grande progetto di rilancio culturale della regione. Mochi Onori ha anche espresso la sua disponibilità a partire con riunioni e progetti con la Regione. Ha anche parlato della candidatura di Urbino capitale della cultura europea nel 2019 e della necessità di valorizzare il territorio.
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