Sopralluogo a Labico dove è depositato il manufatto recuperato a Lima PER il padiglione di Gustave Eiffel la lista dei pretendenti si allunga. Al punto che ora la Provincia si dice pronta a mettere «tutti i soggetti intorno ad un tavolo» per trovare una soluzione e stabilire in che modo recuperare e valorizzare il manufatto portato in Italia via mare da un collezionista romano dopo essere stato smantellato a Lima e destinato alla demolizione. Nei giorni scorsi si erano fatti avanti in tanti. Il Comune di Roma pronto a trovare una collocazione «idonea». Ma anche l'Ater, l'ex Iacp che dipende dalla Regione e ha già contattato il proprietario. In quanto a lui, Aldo Romani, il collezionista che lo ha scoperto e "salvato" dalla rottamazione, non vuole farne un commercio, «mi basta recuperare le spese per il trasporto», dice. «Non vogliamo aggiungerci alla lista ma farci parte attiva rispettando le attese di tutti, Valmontone compresa», spiega nel frattempo Vincenzo Vita, (ds) assessore provinciale alla Cultura. Domani Vita si recherà a Labico per visionare insieme ad alcuni esperti «i reperti» custoditi in un container nei pressi di un elegante agriturismo. «Lo prendiamo noi», ha ribadito il sindaco di Valmontone, Angelo Mieli, prima di partire alla volta di Betlemme, «abbiamo già individuato l'area», ha aggiunto. Intanto, ieri, l'architetto Tito Pasanisi, l'esperto che ha seguito sin dall'inizio la vicenda, ha analizzato nuovamente il manufatto. «Tutto lascia pensare che ci sia proprio la mano di Gustave Eiffel - la forma dei profilati, la tecnica di lavorazione del metallo, i pilastri leggeri ed leganti, privi di qualsiasi fronzolo, senza alcun compiacimento decorativo. Tutto insomma riporta al costruttore della Tour Eiffel - continua l'architetto - la snellezza modulare, la linearità concettuale, l'assenza di capitelli, le travi a piramide tronca, il senso di essenzialità». Ieri sera a Colleferro un gruppo di architetti si è riunito per valutare la situazione. Non tutti hanno apprezzato la proposta di Massimiliano Fuksas di restaurarlo per trasferirlo all'Isola Tiberina o in alternativa nella zona bassa del Circo Massimo, dove potrebbe ospitare un Museo. «Non sta a me decidere queste cose - commenta da parte sua Aldo Romano - io vorrei solo rivedere in piedi quest'opera alla quale tengo moltissimo e che ormai fa parte della mia vita».
Mercato Eiffel, oggetto del desiderio
Il manufatto recuperato a Lima e destinato alla demolizione è un pezzo di Gustave Eiffel. La Provincia di Roma si sta cercando di recuperare e valorizzare il manufatto. Il Comune di Roma e l'Ater hanno già contattato il proprietario, Aldo Romani, che non vuole farne un commercio. Il sindaco di Valmontone, Angelo Mieli, ha individuato l'area dove il manufatto potrebbe essere collocato. L'architetto Tito Pasanisi ha analizzato il manufatto e riconosciuto la sua provenienza da Gustave Eiffel. Un gruppo di architetti si è riunito per valutare la situazione e ha proposto di restaurarlo e trasferirlo in un museo.
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