Il sostegno deciso alle posizioni della Chiesa, con l'abbraccio pubblico al cardinale Ortega, il battagliero vescovo di Cuba mediatore un anno fa per la liberazione di 52 dissidenti politici. Ma anche la stretta di mano cordiale con Mariela, la figlia di Raul Castro, da sempre impegnata per un socialismo aperto al dialogo. E poi i colloqui con i ministri, gli incontri con le associazioni, gli istituti culturali, i rappresentanti della politica e della società civile. Dietro la mostra di Caravaggio inaugurata venerdì all'Avana, c'era in realtà una vera e propria missione diplomatica del governo Berlusconi, terza tappa di un processo di riavvicinamento fra Italia e Cuba cominciato nel 2009 con il protocollo di amicizia siglato a Roma fra i due Paesi. Obiettivo, riallacciare con forza il dialogo con l'isola di Fidel Castro dopo la crisi del 2003 e seguire da vicino, sostenendola, la fase di trasformazione del Paese annunciata un anno fa dal congresso del partito. All'Avana per proseguire nella strada avviata qualche mese fa dal suo omologo agli esteri Vincenzo Scotti, il sottosegretario ai Beni culturali Riccardo Villari non nasconde la soddisfazione: "Mi sono inserito nel solco già tracciato da altri rappresentanti del governo - dice - ma spero comunque di aver aggiunto qualcosa per il Paese". Applaudito da tutti, una folla all' inaugurazione, mille visitatori nel primo giorno di apertura, il Caravaggio è un successo che promette di portare in visita fino al 27 novembre al museo Nazionale delle Belle Arti dell'Avana tra i 70 e i 100 mila visitatori.