Il numero due di Palazzo Vecchio Nardella anticipa lidea al centro del convegno che si terrà domani "È unimportante carta da giocare Può essere una grande operazione di marketing" GUCCI e anche altro. Lapertura del nuovo museo della maison nata a Firenze e da qui sbarcata nel mondo suggerisce allamministrazione unidea assai più ampia. Ce la vuole spiegare vicesindaco Dario Nardella? «È unidea affascinante e di grande forza. Il nostro impegno sarà quello di costruire un network di musei di impresa tra Firenze e i dintorni. Ne parleremo domani in un convegno convocato in Palazzo Vecchio in occasione dellapertura al pubblico del museo di Gucci in piazza Signoria». A cosa servirà questo network dei musei di impresa? «Lidea è quella di mettere in rete tutti gli eccezionali musei che riguardano le imprese fiorentine non solo di moda, ma anche di tutto il resto. È una importante carta da giocare per Firenze, una caratteristica che può tradursi un una grande impresa di marketing». Chi avete convocato al convegno? «Intanto un primo nucleo di imprese che hanno al loro attivo un proprio museo. Ci sono la moda con Gucci e Ferragamo, i vini con Antinori e Frescobaldi, la porcellana di Richard Ginori, la meccanica di Ge, le foto della Fondazione Alinari con relativo museo, il museo della Piaggio a Pontedera, la Farmacia di Santa Maria Novella con quello dei prodotti farmaceutici e di profumeria, la Rai che sta costruendo un archivio digitale dei beni culturali; stiamo pensando anche a un museo della banconota con il Monte dei Paschi di Siena». In così tanti quale sarà lobiettivo comune? «Proporremo insieme al Sole 24Ore un progetto di rete. Significa mettere insieme tutti questi musei di impresa che in questa maniera diventerebbero veramente uneccellenza nazionale, ancora più di quanto non lo siano già uno per uno. Il Comune offre i suoi strumenti di promozione turistica e economica. Non escludiamo, anche se ancora è a livello di studio, lestensione a questo tipo di musei della Firenze card. Immaginiamo un turista che compra la card per gli Uffizi e va anche al museo Gucci o a quello di Ferragamo. È un modo, oltretutto, di conquistare il turismo asiatico. I cinesi riconoscono più il nome Gucci che quello di Botticelli. I giapponesi impazzirebbero per il museo del vino Antinori, solo per fare qualche esempio». E poi? «E poi il progetto parla di una piattaforma internet che riunisca tutti i musei di impresa, li promuova e li faccia conoscere. Pensa anche a una serie di eventi da mettere su insieme». Dunque unidea di marketing? «E anche un modo intelligente di trasmettere la storia dei grandi marchi storici di Firenze che così si potrebbe mostrare in tutto il suo aspetto non solo di capitale della cultura ma anche dellintraprendere». Un modo per sfatare il mito che questa sia solo la città del commercio o del turismo e non dellimpresa? «Questi sono tra i più antichi marchi dellintraprendere e sono ancora tutti vivi e vegeti. Mi creda: non succede così spesso e non accade altrove». Un sostegno alle imprese in tempi di crisi? «Un aiuto a stare sul mercato internazionale, a fare marketing, avere visibilità». (i.c.)
FIRENZE - "Ginori, Alinari, Piaggio, Ferragamo la storia delle imprese diventerà una rete"
Domani si terrà un convegno in Palazzo Vecchio per l'apertura al pubblico del museo di Gucci. Il vicesindaco Dario Nardella anticipa l'idea di creare un network di musei di impresa tra Firenze e i dintorni. L'idea è quella di mettere in rete tutti gli eccezionali musei che riguardano le imprese fiorentine, non solo di moda, ma anche di tutto il resto. Il progetto prevede la promozione turistica e economica, la creazione di una piattaforma internet per promuovere e conoscere i musei, e la realizzazione di eventi.
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