Qualche giorno fa abbiamo parlato (e documentato) i nuovi impianti abusivi installati da chi, per legge, ha il dovere di ripristinare la legalità, cioè il Comune. Ma sugli impianti pubblicitari «messi in libertà», si continua ad assistere a un rimpallo di competenze. Il caso è scoppiato sui cartelloni comparsi in corso Cavour «non conformi alle regole» come ha affermato l'assessore all'urbanistica Elio Sannicandro, montati proprio dai dipendenti del Comune. Una notizia da far rizzare i capelli visto che proprio questa amministrazione si è distinta (con qualche risultato) nella lotta alla pubblicità abusiva ora rallentata da un nuovo regolamento che tarda a decollare per la burocrazia amministrativa. Tutto parte, quindi, dal vecchio (e attuale) regolamento comunale varato nel 1999 in base al quale (art. 23, quarto comma) «lungo i marciapiedi che delimitano i giardini pubblici è consentita la collocazione di impianti pubblicitari luminosi di dimensioni ridotte ed in relazione all'ampiezza del marciapiede». E ancora: «Lungo i viali alberati e gli spartitraffico, alberati e non, sono consentiti solo impianti del tipo luminoso». Una norma che incrimina i cartelli appena installati in corso Cavour con il «marchio» del Comune. Maggiore stupore desta il fatto ehP fii nrnnrin il Comune a rimuovere quei suoi cartelli alcuni anni fa perchè irregolari. Da qualche settimana è accaduto esattamente il contrario, con l'aggravante di aver «sensibilizzato» persino la Soprintendenza sulla statua di Massari rigorosamente coperta da uno degli impianti incriminati. Sul punto va aggiunto che su quel monumento è in atto un progetto di risanamento che vede impegnato anche il Fai, oggi comprensibilmente irritato per quanto accaduto. Ma non è tutto. La mano che ingenuamente ha deciso di rimpiazzare quei cartelloni abusivi, ha pensato bene di «stuzzicare» anche la Soprintendenza piazzando un cartellone proprio a pochi passi dal Castello Svevo. Ulteriore elemento che ha fatto partire qualche telefonata dai Beni culturali e indirizzata al Comune. Di tale vicenda appare molto seccato l'assessore all'Urbanistica, Elio Sannicandro, che ha scritto una lettera sollecitando gli uffici preposti a rimediare a tale situazione. E qui viene il bello. Gli uffici coinvolti appartengono a tre ripartizioni: l'Urbanistica, che si occupa delle autorizzazioni; i Tributi, per il pagamento dell'imposta e per le «affissioni»; la Mobilità, cui tocca il montaggio e lo smontaggio degli impianti. In tale suddivisione di compiti, si è capito che l'Urbanistica non ha dato alcuna autorizzazione, restano la «Mobilità e traffico», le «Affissioni» e i «Tributi»; scartando quest'ultima, sopravvivono le primi due. Ma se l'input dovrebbe arrivare dall'Urbanistica (non sa nulla), vuol dire che l'opera è frutto di intesa dei responsabili degli altri due uffici. Non è da escludere, come qualcuno ha affermato qualche giorno fa, che si sia trattato di un «equivoco». Resta da capire, adesso, quanto tempo dovrà passare prima che arrivi sulla scrivania giusta l'ordine di rimuovere quei cartelli e si «sani» l'equivoco. Ma, soprattutto, quanto tempo servirà per «armare» di sega gli operai. Non a caso, in città, ci sono centinaia di cartelli abusivi in attesa di «rimozione».
BARI - Cartelloni abusivi installati dal Comune Saranno rimossi
Il Comune di [nome della città] ha installato nuovi impianti pubblicitari in corso Cavour, ma questi non conformano alle regole. L'assessore all'urbanistica, Elio Sannicandro, ha affermato che i cartelloni sono stati messi in libertà dai dipendenti del Comune. Il regolamento comunale del 1999 consente la collocazione di impianti pubblicitari luminosi lungo i marciapiedi e i viali alberati, ma i cartelloni installati in corso Cavour non rispettano questa norma. Il Comune ha già rimosso alcuni cartelli abusivi in passato, ma ora ha messo in libertà altri.
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