Il laboratorio mobile si chiama Archimede, ma qualcuno l'ha già ribattezzato l'ambulanza dei beni culturali. Non sarà una similitudine scientificamente appropriata, però rende l'idea. Archimede corre in soccorso dei tesori fragili e a rischio «impatto umano», o meglio cerca di capire preventivamente se quei monumenti o siti archeologici godono ottima salute e possono resistere alla presenza dell'uomo e soprattutto di un evento. Quale? Immaginatevi un grande concerto rock, come quello dei Pink Floyd del 1972 nell'anfiteatro di Pompei, oppure pensate ai mega raduni al Colosseo. Bene, vibrazioni, troppi spettatori, installazioni di tensostrutture possono in alcuni casi provocare danni. Per prevenirli arriva l'ambulanza, la prima in Italia, pensata e realizzata da una società romana, la SarTech, che lavora in collaborazione con università e centri di ricerca. dl laboratorio mobile Archimede - spiega Valerio Lombardi, della SarTech - ci consente misurazioni di archeometria (sulla fragilità del sito) e d'impatto molto precise e dunque ottime per sapere se quel determinato evento può creare danni. Analisi utilissime sia per le sovrintendenze che per gli organizzatori. Le prima hanno a disposizioni dati scientifici immediati e i secondi possono contare su permessi concessi in tempi minori rispetto alle tradizionali procedure». Le analisi sono compiute con tecniche all'avanguardia: ultrasuoni, termografia, risonanza magnetica nucleare, georadar e fluorescenza X (Xrf). Archimede è attrezzato con sistema di collegamento in rete via wifi e ha un generatore per fornire elettricità, trasporta di volta in volta queste analisi. In più trasporta un ufficio da campo mobile per le riunioni dei «dottori dei beni culturali». Il progetto, già operativo, sarà presentato a Lubec, la rassegna internazionale sotto l'alto patrocinio della presidenza della Repubblica dedicate alle tecnologie e ai Beni Culturali che si svolge a Lucca dal 20 al 22 ottobre. «Parleremo anche di SarTech, un'azienda giovane e molto innovativa, un esempio in Italia di come si beni culturali e hi-tech possono creare lavoro e conoscenza», dice Francesca Velani, direttrice di Lubec. SarTech (la sede è via Umberto Biancamano) è nata nel 2009, ha cinque dipendenti e lavora con il Centro interdipartimentale di ricerca applicata ai Beni Culturali (professor Giovanni Ettore Gigante) della Sapienza e con il dipartimento Diaee dello stesso ateneo (professor Franco Gugliermetti).