BERGAMO E' un museo d'arte sacra che non ha eguali al mondo. Con un vantaggio in più: si può visitare stando seduti in poltrona davanti ad un computer. Pochi clic e si materializza un patrimonio di qualcosa come 280 mila piccole e grandi opere d'arte di carattere religioso. Basta scrivere l'indirizzo http:beniculturali.diocesi.bergamo.it. Qui si trova certosinamente catalogato il tesoro mobiliare della Diocesi di Bergamo. Dipinti, sculture, candelabri, calici il cui valore è difficile, se non impossibile, stimare. E' una ricchezza che non si misura con i parametri dell'economia e della finanza, ma rimanda alla forte devozione di un territorio che nei secoli ha saputo manifestare la sua religiosità attraverso le diverse forme dell'arte. I beni catalogati sono sparsi tra le oltre 400 parrocchie della Bergamasca. Già questo dà la misura di un impegno che non a caso ha richiesto dieci anni. Ora a disposizione di tutti ci sono 280 mila schede corrispondenti ad altrettanti beni. Limitandoci alle grandi cifre, si può svariare tra 42 mila dipinti, 13 mila fra candelabri e candelieri, 4 mila calici e 3500 altari. Ovviamente, c'è di tutto un po'. Dai grandi capolavori come il Polittico di Lorenzo Lotto custodito nella chiesa di Ponteranica, la tela che spesso viene presa a modello delle straordinarie capacità del pittore di origini marchigiane che nel sedicesimo secolo lavorò a lungo in provincia di Bergamo, ad opere artigianali, magari di non eccelsa qualità ma importanti per le comunità che le custodiscono. Per gli amanti dell'arte può essere intrigante immergersi nel mastodontico catalogo perché, a detta dei curatori, riserva grandi sorprese. Per ogni opera è stata predisposta una scheda che indica una serie articolata di informazioni: tipologia, soggetto, datazione, autore, materia e tecnica, misure, stato di conservazione, livello di rischio, ubicazione. Una carta d'identità completa di ogni particolare. Con in più un motore di ricerca che consente agilmente di trovare tutti i collegamenti relativi ad un autore, un'opera, una parrocchia. La catalogazione realizzata dalla Diocesi, in collaborazione con l'Amministrazione provinciale e l'Università, rientra in un progetto di respiro generale varato dall'Ufficio nazionale dei Beni Culturali della Conferenza Episcopale. Complessivamente, sono state coinvolte 80 diocesi. Bergamo è tra quelle che hanno iniziato per prime e ora è già in una fase avanzata di aggiornamento del cospicuo materiale raccolto. E c'è il desiderio di arricchire la catalogazione con sezioni dedicate a percorsi artistici e iconografici. Così come si vorrebbe dar vita ad una associazione «Amici beni culturali ecclesiastici», da costituire sia a livello diocesano che di singola parrocchia laddove possibile, per adottare le opere e fare il possibile per renderle sempre visibili o fruibili. Oltre che su questo straordinario patrimonio artistico, la Chiesa bergamasca può contare anche su una rilevante ricchezza costituita da una vasta proprietà immobiliare, da partecipazioni azionarie (la più significativa nel Credito Bergamasco), una società editoriale che controlla giornali locali (L'Eco di Bergamo, La Provincia di Como, Il Cittadino di Monza), televisioni e radio.
BERGAMO - Il tesoro nascosto della Diocesi. Catalogate 280 mila opere d'arte. Lo sconfinato patrimonio ora è tutto consultabile sul web.
Il Museo d'Arte Sacra di Bergamo è un'istituzione unica al mondo che offre la possibilità di visitare le sue opere d'arte sacra seduti in poltrona davanti a un computer. Il museo contiene oltre 280.000 opere d'arte, tra dipinti, sculture, candelabri e calici, che sono stati catalogati e messi a disposizione online. La catalogazione è stata realizzata dalla Diocesi di Bergamo in collaborazione con l'Amministrazione provinciale e l'Università, e copre oltre 400 parrocchie della regione. I beni catalogati includono 42.000 dipinti, 13.000 candelabri e candelieri, 4.000 calici e 3.500 altari.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo