««E' un passo falso» Il costituzionalista: «Spetta alle regioni decidere» CARLO LANIA ROMA «Il condono è una materia regionale, e badi non lo dico solo io ma è l'opinione di gran parte dei costituzionalisti italiani». Per il costituzionalista Vincenzo Cerulli Ierelli il governo ieri ha compiuto un passo falso decidendo di impugnare le normative estremamente severe emanate sul condono da cinque regioni. Per il ministro La Loggia quelle normative rappresentano un'interferenza da parte delle regioni. La Loggia ha assolutamente torto. Tra l'altro è un amico e gliel'ho anche detto personalmente: su queste questioni lo Stato non ha competenze, punto. Il governo non può decidere cosa si condona e cosa no, perché così facendo incide sulla competenza in materia di pianificazione urbanistica che è una competenza locale. Se la regione riduce al minimo, addirittura azzera le possibilità di condono, sta nelle sue competenze. Quindi il governo ha commesso un errore. Come si spiega? Il governo ci ha provato, è normale, però poi deciderà la Corte. Dà per scontata la decisione della Consulta? No, per scontata no. La mia personale opinione è che il governo ha torto, però come avvocato dico che è tutto da vedere. Ma ripeto, il governo sbaglia. Quello che può fare lo Stato è stabilire l'aspetto penale della vicenda, cioè può dire: se tu hai violato la norma urbanistica paghi tanto di sanzione penale, se tu hai fatto l'abuso vai in galera. Se vuole può anche sanare il penale, ma solo quello. Quindi fissare le volumetrie sanabili spetta alle regioni, che possono anche azzerarle. Certo, assolutamente. Stabilire l'entità delle volumetrie e delle tipologie sanabili o condonabili è competenza regionale e locale. Come del resto ha già stabilito di recente la Corte costituzionale. Sì, ma non lo vogliono capire. Ho fatto un convegno l'anno scorso con i maggiori urbanisti italiani ed eravamo tutti d'accordo, ma non c'è niente da fare. Quando La Loggia dice che queste leggi regionali svuotano la legge dello Stato... Ma certo, è giusto che svuotino, perché lo Stato aveva fatto una legge che non poteva fare. Non è significativo che il ministro La Loggia abbia parlato di «svuotamento» della legge nazionale, termine che richiama le esigenze di cassa da parte dello Stato? Questo bisogno c'è di sicuro. In una legge finanziaria si fa di tutto per rastrellare la cassa, ma a volte non si pensa che certe cose si possono fare e altre no. E questo fatto ieri è stato un passo sbagliato.