A Borgomanero torre e chiesa di San Nicola passano di proprietà comunale BORGOMANERO - La Chiesa di San Nicola e la Torre della Baraggiola, le più antiche testimonianze delle origini della città, da tre giorni sono patrimonio pubblico. Il dirigente della Divisione urbanistica del Comune, architetto Antonella Manuelli, ha firmato infatti mercoledì 21 settembre il "Decreto di esproprio" dei due edifici situati all'interno di una proprietà privata e che, da recenti sopralluoghi che sono stati disposti dalla Soprintendenza regionale per i beni architettonici e paesaggistici, "presentano evidenti segni di degrado e abbisognano di sensibili interventi di ristrutturazione onde garantirne la conservazione". Sono trascorsi tre anni da quando il Consiglio comunale, nella seduta del 6 ottobre 2008, si espresse a favore dell'acquisizione dei due immobili e da allora la situazione è sensibilmente peggiorata a causa soprattutto delle continue infiltrazioni di acqua piovana che hanno compromesso, si spera non in modo irreparabile, la stabilità stessa dei fabbricati. La lunga, estenuante attesa per il trasferimento della proprietà è stata determinata come sempre dai tempi "burocratici"e dal coinvolgimento nell'operazione (peraltro gratuita in quanto i proprietari dei due importanti monumenti hanno ceduto al Comune le loro quote senza pretendere nulla in cambio) anche del Ministero dell'Economia. Per il restauro esiste già da tempo un progetto redatto dall'architetto Giorgio Ingaramo e anche la copertura finanziaria per l'intervento. I fondi necessari sono stati messi a disposizione da "Terna spa" che ha riconosciuto un contributo di duecentocinquantamila euro al Comune a seguito della realizzazione da parte della stessa società dell'elettrodotto "Trino - Lacchiarella" che attraversa l'area della Baraggiola. Carlo Panizza
Baraggiola finalmente patrimonio pubblico
A Borgomanero, la chiesa di San Nicola e la torre della Baraggiola sono state acquisite dal Comune. I due edifici, considerati patrimonio storico, erano stati oggetto di un'attesa di tre anni per il trasferimento della proprietà. La situazione era peggiorata a causa delle infiltrazioni di acqua piovana che avevano compromesso la stabilità dei fabbricati. Il Comune ha già un progetto di restauro e la copertura finanziaria per l'intervento. I fondi necessari sono stati messi a disposizione da Terna spa, che ha contribuito con 250.000 euro. La proprietà è stata espropriata dal Comune e i due edifici sono ora patrimonio pubblico.
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