"Controvento, il tesoro che il sud non sa di avere" è il libro del giornalista de "la Repubblica" Antonello Caporale che parla del business dell'eolico e dei suoi risvolti poco piacevoli per i territori del Meridione, come il Sannio, dove sono sorte e cresciute le foreste di pali eolici a devastare il paesaggio. Caporale, nel suo lavoro, prende considerazione anche il caso del territorio della provincia di Benevento, dove il business dell'eolico ha imperversato, attraverso una vera e propria inchiesta sull'affarismo che ha permeato di sé il fenomeno, tra egoismi e appetiti privati, devastazioni ambientali, svilimento del bene comune e dell'ambiente. Guasti contro i quali è da sempre impegnato il direttore de Il Sannio Quotidiano, Luca Colasanto, presidente della Commissione Ambiente, Energia, Protezione Civile del Consiglio Regionale della Campania. L'inchiesta di Caporale si snoda anche attraverso le testimonianze di persone, agricoltori, come Antonio Colucci, che hanno visto la propria vita cambiare in peggio dopo l'installazione delle pale eoliche. Gli avevano assicurato che le pale non avrebbero prodotto alcun rumore, ma Antonio Colucci ha scoperto leggiamo nel libro di Caporale che "la pala fa rumore anche se è silenziosa. E' difficile da spiegare, ma se andate a casa di Antonio capirete, perché lui vi dirà quello che già sappiamo: per prima cosa che sono scappati tutti i topi, per colpa del rumore. Poi vi dirà che non è riuscito a prendere più sonno e gli sono venute le allucinazioni. E il medico ha confermato che non sta bene a causa di quel rumore che non si sente, ma che il fisico avverte. Sono onde". Insomma Antonello Caporale ci fa capire attraverso le testimonianze raccolte nel volume che l'eolico non è ad impatto ambientale zero e che dietro il fiorire di "Parchi Eolici" non c'è l'interesse per la tutela dell'ambiente con la produzione di energia, ritenuta non inquinante, ma l'olezzo dell'affarismo. Indicativo al riguardo un altro passo del libro che riportiamo. "Lo Stato ha ammesso al grande banchetto anche centinaia di prestigiatori improvvisati (e poi a volte incarcerati), titolari di microsocietà da diecimila euro di capitale, un'industria inventata di sana pianta, senza curriculum, strategie, senza neanche un bilancio consolidato, senza niente. Scatole vuote e già sfondate dal sospetto. Imprenditori di paglia sono stati nominati tutori del bene comune. Lo Stato ha semplicemente abdicato al suo dovere. Senza mai indicare, valutare, ammettere o respingere, proporre e magari calmierare, mitigare l'impatto ambientale, dire no qualche volta alle pale. No, qui no. Qui invece sì. Senza cura per il bene di tutti e senza cuore, senza amore per il territorio. Lo Stato ha fatto fare affari. Non ne ha mai siglato in conto proprio". Il volume scritto da Caporale, è pubblicato per i tipi della Mondadori. Sviluppa i suoi contenuti in 119 pagine, è in vendita a 17 euro. Oggi alle 17.30 viene presentato a Campobasso nella sala della Costituzione del palazzo della Provincia.