CONDONO Il governo difende il suo flop PAOLO ANDRUCCIOLI Per il sottosegretario all'economia, Giuseppe Vegas, l'operazione condono edilizio è stata già un grande successo. Nonostante le difficoltà, i cittadini avrebbero aderito e le entrate per lo stato sarebbero consistenti. Con la prima rata del condono - ha detto Vegas - sono entrati nelle casse pubbliche 962 milioni di euro, che rappresenterebbero il 30 del totale. Lo stesso sottosegretario ha dovuto però ridimensionare le sue stesse dichiarazioni di qualche giorno prima. Vegas aveva infatti parlato a un certo punto dello sfondamento del tetto del miliardo di euro. Le entrate - aveva detto Vegas il 14 dicembre, sono superiori alle aspettative, siamo già oltre il miliardo. Pochi giorni dopo però, mercoledì 22, il sottosegretario ha parlato di una cifra sotto il miliardo di euro, anche se ha detto che secondo le stime del Tesoro, la seconda e terza rata (che sono state spostate al 2005) dovrebbero dare un gettito pari a 1.122 milioni di euro per ciascuna delle due tranche. Di parere opposto le opposizioni e tutte le associazioni ambientaliste, secondo le quali il condono edilizio è stato (ed è) un incitamento all'abusivismo e un completo flop dal punto di vista finanziario. Contro il provvedimento sono intervenuti più volte in questi giorni tutti i rappresentanti dei partiti di opposizione. I Verdi hanno contestato sia le cifre, sia il contenuto del condono. Il senatore Ds, Fausto Giovannelli, esperto di ambiente e politiche ambientali, parla di un vero fallimento: avrebbero dovuto ottenere 3,2 miliardi di euro dal condono edilizio e invece per ora hanno ottenuto solo un sesto di quella cifra. Sempre secondo Giovannelli, il condono edilizio sarà un fallimento da tutti i punti di vista. Anche se le norme fossero le più lasche possibili, secondo Giovannelli, i cittadini non hanno alcun interesse ad aderire. E' la stessa logica che sta alla base del condono che scoraggia. Gli abusi o sono stati già sanati, oppure non saranno facilmente condonati perché la gente si immagina che ci saranno in futuro altri condoni: perché dunque pagare ora, con un esito incerto e con la sicurezza di avere l'Ici aumentata? Il senatore dell'Ulivo dice anche di aver avuto sempre una grande difficoltà a spiegare il condono ai colleghi di altri paesi europei. Non esiste neppure la parola condono in francese e in inglese. «Ma soprattutto - dice Giovannelli - nessuno capisce fuori dall'Italia la logica politica del condono». Intanto la finanziaria in dirittura di arrivo modifica alcune norme nell'ambito delle valutazioni catastali e dell'Ici. Ieri il ministro delle politiche agricole, Alemanno, ha anche annunciato che sarà rivista la norma della finanziaria che estende l'Ici alle aree aziendali, la cosiddetta Ici dei capannoni. «Ci saranno ancora aggiustamenti da fare - ha detto Alemanno - in particolare con provvedimento urgente sarà modificata l'Ici sui beni strumentali delle imprese». Sul condono edilizio ci sarà comunque a breve la resa dei «conti». Anche se i conti sono stati già parzialmente «truccati», visto che la seconda e terza rata sono state messe in bilancio nel 2004, ma gli incassi rinviati alla (virtuale) entrata del 2005
CONDONO Il governo difende il suo flop
Il governo italiano ha difeso il condono edilizio, che è stato considerato un flop dal punto di vista finanziario. Il sottosegretario all'economia, Giuseppe Vegas, ha detto che le entrate per lo stato sono state superiori alle aspettative, con 962 milioni di euro, che rappresentano il 30% del totale. Tuttavia, le opposizioni e le associazioni ambientaliste hanno criticato il provvedimento, affermando che è stato un incitamento all'abusivismo e un fallimento dal punto di vista finanziario. I senatori del Partito Democratico e dei Verdi hanno contestato le cifre e il contenuto del condono, affermando che non hanno ottenuto i risultati sperati.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo