Dopo l'accordo tra ministero e Comune di Firenze, i Nuovi Uffizi riprendono il loro cammino. Tra quattro anni nascerà un nuovo, grande, museo, con spazi espositivi raddoppiati, servizi all'altezza delle esigenze di un turismo culturale sempre più qualificato, «apertura» della Galleria ai cittadini e agli studenti, centinaia di capolavori oggi chiusi nei depositi finalmente restituiti al pubblico. La visita di Urbani a Firenze ha confermato che i soldi ci sono (34 milioni di euro), che entro l'anno partiranno i cantieri, e Anna Maria Petrioli Tofani, direttrice della Galleria voluta dai Medici, ci guida in un viaggio negli Uffizi del futuro. Negli Uffizi del terzo millennio. Signora Tofani, i nuovi Uffìzi sono più vicini. Come sarà la Galleria rinnovata? Lo schema di massima c'è già ed è quello che noi elaborammo nel 1989, aggiornato dopo i tragici eventi del 1993, quando l'ala su via Lambertesca fu danneggiata dall'auto-bomba. Il progetto fu poi bloccato dal ministero nel 1995, ma resta valido e penso che il progetto esecutivo che sarà redatto entro l'anno confermerà lo schema iniziale. In estrema sintesi, gli spazi espositivi saranno raddoppiati, passando da 10.000 a 20.000 metri, e altri 10.000 metri saranno riservati ad uffici e servizi. Il percorso museale comprenderà tutti i piani, mentre oggi è confinato al piano secondo, ed al piano teneno è prevista la realizzazione di un ristorante, di un book shop e di un auditorium da 300-400 posti sfruttando il grande salone esistente nel lato che confina con il museo della scienza di piazza dei Giudici. Ci può guidare nel percorso che turisti e fiorentini potranno fare nei Nuovi Uffizi? L'entrata della Galleria sarà al piano terreno sotto il loggiato come è oggi. Da qui si salirà al secondo piano, sempre come accade oggi, dove saranno messe in mostra le opere dal Duecento al Quattrocento. Vogliamo che il visitatore inizi il suo percorso dal secondo piano affinchè abbia un impatto non solo con la storia della nostra arte, ma con la stessa storia degli Uffizi, un capolavoro che ha più di quattro secoli, con la storia di Firenze che ruota attorno al museo. Si scenderà poi al primo piano dove saranno esposte opere dal Cinquecento, iniziando con il manierismo fiorentino, il Settecento, periodi poco rappresentati nella collezione rispetto al patrimonio in possesso del museo. Al piano terreno ci saranno i servizi per i turisti, ristorante compreso, spazi didattici, l'auditorium dove pensiamo di organizzare proiezioni ed eventi, la sede degli Amici degli Uffizi, spazi museali per le opere più recenti, gli autoritratti di Ottocento e Novecento, e l'uscita in piazza Castellani. Tutto il corridoio vasariano, infine, sarà dedicato alla collezione degli autoritratti, arrivata a oltre 1300 tele ed unica al mondo. Qualitativamente cosa cambierà con i nuovi spazi nella fruizione delle opere? Sarà un modo completamente nuovo di usufruire delle opere, il cui numero sarà sensibilmente incrementato grazie al numero doppio di sale espositive. Ad esempio potremmo esporre tutte le 20 tele del Botticelli che possiede la galleria, sistemandole in più sale e affiancandole a quelle dei pittori contemporanei, ottenendo un duplice risultato: i visitatori potranno capire meglio il pittore e il suo tempo e le sale non saranno mai troppo affollate. Analogamente saranno molto più fruibili tutte le scuole pittoriche europee e lo sviluppo delle arti pittoriche dal Duecento al Settecento; lo stesso avverrà per la scultura; sarà possibile esporre oltre duecento statue oggi non visibili. Ci sarà poi una vera novità nell'allestimento... Cioè? La creazione di due percorsi per i visitatori: un percorso "veloce" per i turisti che vogliono godere il meglio della galleria, vedere tutti i capolavori più noti, ed un percorso "lento" per chi vorrà addentrarsi più in profondità nel museo. Le sale che guardano il piazzale formeranno il percorso veloce ed in essi saranno esposti i grandi; da ciascuna sala poi si dirameranno percorsi con opere meno conosciute degli stessi autori, affiancate da autori coevi minori. Un museo modernissimo, ma a misura di visitatore... Gli obiettivi sono questi. Permettere una migliore fruizione delle opere e accogliere più visitatori di oggi, aumentando il livello dei servizi e conformandolo a quello indispensabile per una città come Firenze, un museo come gli Uffizi famoso in tutto il mondo. Tutte le nuove sale saranno climatizzate e le infrastrutture adeguate ai livelli odierni. Ci saranno disagi durante i lavori? Non penso. Anzi i lavori sfrutteranno gli spazi monumentali del Vasari e i tempi verranno rispettati. Già nel progetto di massima prevedevamo di realizzare i lavori senza per questo dover mai chiudere sale o settori della galleria. Il futuro del museo è molto più vicino di quanto possa sembrare. Basterà ad esempio realizzare la scala tra secondo e primo piano, servono pochi mesi di lavori, per poter utilizzare le quindici nuove sale già realizzate e attrezzate nel lato che si conclude alla Loggia del Lanzi. Il fascino degli Uffizi è fortissimo, non abbiamo risentito molto della crisi del turismo e i visitatori stranieri sono sempre tanti, e se non ci saranno problemi nelle gare, i Nuovi Uffizi potranno nascere davvero in quattro anni. E la città, il paese, avranno un museo all'altezza dei compiti, delle sfide del terzo millennio.
Nuovi Uffizi: Ecco come sarà il museo del terzo millennio. Intervista a Petrioli Tofani
I Nuovi Uffizi, un grande museo di Firenze, riprenderanno il loro cammino dopo l'accordo tra ministero e Comune. Il progetto prevede la raddoppio degli spazi espositivi, la creazione di nuovi servizi e la restituzione di capolavori ai visitatori. La visita di Urbani a Firenze ha confermato che i soldi ci sono e che i lavori partiranno entro l'anno. La direttrice della Galleria, Anna Maria Petrioli Tofani, ha descritto il progetto, che prevede la creazione di due percorsi per i visitatori: uno "veloce" per i turisti e uno "lento" per chi vuole addentrarsi più in profondità nel museo.
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