Comune fantasma. Non servono gli incentivi per le nuove attività e per le assunzioni di giovani MASSAROSA. Un paese che muore, un tessuto socio-economico che si impoverisce. Le case si moltiplicano, i negozi scompaiono, la frazione si trasforma in un grande dormitorio. Questa è la Bozzano del nuovo millennio, un paese del tutto diverso da quello di qualche anno fa. Nuove case. Si continua a costruire. Non bastano le tante nuove abitazioni (molte delle quali ancora oggi in vendita) costruite e fatte costruire nel primo decennio del duemila. A breve partirà un nuovo intervento edilizio, realizzato dal Consorzio Etruria, in via Vittorio Veneto 998. Il via libera dal Comune già c'è (in realtà, per un errore tecnico sul regolamento urbanistico, quegli alloggi risultavano addirittura già realizzati). Lì sorgeranno 4 grandi edifici, che ospiteranno in tutto 19 villette a schiera da due piani ciascuna. Intorno verde sia privato che pubblico e qualche posto auto. Il tutto al posto dell'ex Salumificio, di fianco a un altro grande intervento destinato ad alloggi privati (bloccato dalla magistratura e tuttora sotto sequestro), quello dell'ex Tropicana. A tutto questo nuovo cemento non corrisponde un aumento di servizi. Non una piazza degna di questo nome, non uno spazio aggregativo. Le strade - seppur con qualche recente intervento che ha migliorato la sicurezza soprattutto per i pedoni, come la pista ciclo-pedonale e diversi dossi che sono sorti in estate per rallentare le auto - restano appannaggio delle automobili, e di qualche mamma avventata che porta il figlio a scuola. Chiudono le botteghe. Spariscono anche i negozi. Chi a Bozzano è cresciuto ne ricorda almeno una quindicina, quattro bar, due di abbigliamento, tre macelli, un'edicola, un negozio di frutta e verdura. Sono rimasti un paio di alimentari, un paio di bar e poco altro. E il numero è destinato a scendere. Il bar Italia (attivo con gli stessi gestori da oltre 40 anni) è destinato a chiudere i battenti. Salverà solo la ricevitoria del lotto e i tabacchi, che sposterà davanti l'altro bar, il Pennichella. In difficoltà anche i due alimentari della zona, entrambi nella piazza del paese, il Chicchi e il Chiantelli, che hanno fatto la storia della gastronomia di Bozzano, con oltre 150 anni di attività ciascuno. «Ci salva solo il fatto che il fondo è nostro, e non paghiamo l'affitto», dicono. Uno dei due, il Chicchi, sta addirittura pensando di chiudere, o di cedere l'attività. Entrambi gli alimentari, fino a qualche anno fa, vendevano di tutto: non solo cibi e bevande, ma dalle bombole del gas agli abiti da sposa, dalle piante ai giocattoli, dagli elettrodomestici alla ferramenta. Puntano il dito contro la grande distribuzione (e contro le politiche di questi ultimi decenni): il Penny Market sulla Sarzanese e il Conad poco distante li hanno ormai messi in ginocchio. Cosa fare. Il Comune sta pensando a una serie di manovre anticrisi per il prossimo anno. Incentivi a chi apre nuove attività (ma a Bozzano sarebbe un azzardo), agevolazioni per il credito dalle banche e per chi assume giovani praticanti. Ma Bozzano presenta problemi (e peculiarità) tutte sue. «A differenza delle altre frazioni, come Piano di Mommio o Quiesa - dice l'assessore al commercio Pierucci - Bozzano non si sviluppa sulla Sarzanese dove invece le attività economiche lavorano, ma nella conca all'interno. Per questo sarebbe necessario, se possibile, prevedere nel prossimo strumento urbanistico una riqualificazione degli spazi interni al paese. L'idea sarebbe quella di riservare un'area per la socializzazione, per rendere vivo il paese. Ma purtroppo dobbiamo anche fare i conti - conclude Pierucci - con le scelte sbagliate fatte nei precedenti 10 anni, con il via libera alla costruzione di alloggi, senza aver pensato e previsto un centro commerciale naturale e degli spazi per i cittadini».
TOSCANA - Bozzano, il paese sta morendo. Il cemento non si ferma e intanto chiudono tutte le botteghe
Il comune di Bozzano, in provincia di Perugia, sta vivendo una crisi economica e sociale. La città sta "moriendo" e il tessuto socio-economico si sta impoverendo. Le case si stanno moltiplicando, i negozi stanno scomparendo e la frazione sta trasformandosi in un grande dormitorio. Il Comune sta pensando a manovre anticrisi, come incentivi per le nuove attività e agevolazioni per il credito, ma riconosce che il problema è più complesso e che è necessario prevedere una riqualificazione degli spazi interni al paese per rendere vivo il centro. Il paese ha perso molti negozi, bar e alimentari, e il numero di attività economiche sta scendendo.
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