Da oltre vent'anni la chiesa, cimelio storico-artistico, rimane degradata. Mura Puniche a Porta Carmine a rischio crolli vincenzo scuderi Dopo oltre un trentennio di "Giurisdizione esclusiva" della Regione Sicilia sui monumenti e beni culturali in genere, non è raro, purtroppo, trovare ancora nelle nostre città e nei nostri paesi situazioni di grave "deficit" nella stessa "conservazione" - non parliamo, poi, di "valorizzazione" - dei monumenti e beni culturali tutti. Assai recenti quanto amare circostanze ci impongono di tornare su di un caso eclatante di tal genere nell'antica e turistica vetta ericina. Più volte su queste colonne (negli anni 2005, 2006 ed anche 2008) ci siamo occupati della emarginazione, quantomeno, di quel piccolo capolavoro architettonico che è la chiesa di San Pietro, degradata e a rischio da almeno vent'anni. Con l'amaro sempre più amaro in bocca ci costringe a tornarvi ancora l'ultima disavventura toccata al monumento, che potrebbe avere conseguenze "da non ritorno". Ancora una volta infatti l'Assessorato regionale per i Beni culturali, nello scorso mese di maggio, non ha accordato alla proponente Soprintendenza ai Beni culturali e Ambientali di Trapani il finanziamento (di 830.000 euro) per la ripresa e il completamento dei restauri del monumento stesso (fermi dal 1998), nel quadro della spesa degli ultimi fondi europei (2007-2013). Ma è necessario fare un passo indietro, per sottolineare anzitutto che si tratta di uno dei più apprezzati esemplari del cosiddetto "barocchetto siciliano" (Accascina), sicuramente ispirato all'insigne G. B. Amico da viva empatia verso il piccolo monastero di suore francescane che gliene dava incarico nel 1745. Da oltre vent'anni, come dicevamo, il piccolo cimelio storico-artistico e civile rimane degradato e chiuso anche per l'imprevisto fallimento dell'impresa cui ne era stato affidato il recupero nel 1996. Comincia da quel momento il calvario amministrativo - ma non solo tale - per l'opera dell'Amico; che qui riassumiamo con la semplice citazione complessiva delle ripetute perizie di "completamento dei lavori", inutilmente presentate dalla Soprintendenza di Trapani negli ultimi dieci anni. Del tutto sterile è rimasta anche un'interpellanza parlamentare (presentata dall'onorevole Camillo Oddo ormai nel lontanissimo 2003) relativa al degrado dei monumenti ericini, San Pietro in primis. Giungiamo così all'ultima "stazione" del maggio 2011 - come già detto - nella fase conclusiva della programmazione di spesa degli ultimi fondi europei (2007-2013), quando ancora una volta in Assessorato la perizia viene "ammessa ma non finanziata". Ma era a tutti nota non solo l'accennata chiusura del rubinetto europeo, ma anche la «quasi» chiusura del bilancio regionale ordinario pressoché affossato, nella materia, già dal 2006. E dunque: la raccolta, candida ed armoniosa piccola chiesa delle Clarisse ericine - che tanti apporti potrebbe dare anche alla vitalità complessiva dell'odierna cittadina - resterà condannata alla fatiscenza e chiusura perenne, se non peggio? O si vorrà lasciare al Santo - al di là di un imminente intervento cautelativo annunziato dal Parroco - di provvedere con i suoi mezzi e per le sue vie? Più umanamente: nella narrata ed eccezionale fattispecie della vicenda ericina, e pur senza riferimento ad altri casi locali e contestuali, simili e dissimili, non sarebbe più opportuno ed urgente che una delegazione di responsabili istituzionali, laici ed ecclesiastici, nonché di cittadini a vario titolo interessati, venisse ricevuta dall'assessore e dal Direttore regionale ai Beni culturali con i quali trovare comunque mezzi e modi per il restauro totale e la decorosa riapertura del simbolo ericino del «barocchetto" siciliano»? E sempre per quel che riguarda il degrado di Erice è proprio di ieri la richiesta del sindaco Giacomo Tranchida di un sopralluogo urgente alle mura puniche adiacenti a Porta Carmine che sono a rischio crolli. Il sindaco ha scritto al soprintendente Tusa e all'ing. Giovanni Indelicato, della Protezione della Civile sottolineando i pericoli per l'incombente crollo, per la pubblica incolumità oltre all'inestimabile danno al patrimonio storico-monumentale». «Dopo personali verifiche -scrive - ho avuto modo di riscontrare l'imminente pericolo di crollo in più punti delle Mura Puniche». Martedì alle 9 a Porta Carmine, si terrà al sopralluogo congiunto. 24092011
SICILIA - S. Pietro, capolavoro a rischio. Erice: bloccati i fondi dalla Regione per uno splendido barocchetto siciliano
La chiesa di San Pietro a Erice, un cimelio storico-artistico, rimane degradata e chiusa da oltre vent'anni. La Regione Sicilia ha negato il finanziamento per i restauri del 830.000 euro richiesti dalla Soprintendenza ai Beni culturali e Ambientali di Trapani. La chiesa è un esempio del "barocchetto siciliano" e il suo degrado è stato oggetto di numerose perizie e interpellanze parlamentari. La Regione ha già affossato il bilancio regionale ordinario per la materia. La chiesa è stata chiusa anche per l'imprevisto fallimento dell'impresa che ne era stato affidato il recupero nel 1996.
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