Rimarrà davanti alla Borsa "LO.V.E.", meglio conosciuto come il "dito medio" di Maurizio Cattelan, resterà al suo posto. Ovvero, al centro di piazza Affari. Almeno fino a fine marzo. E questo l'esito delle consultazioni "popolari", in piazza e on line, avviate nei giorni scorsi dall'assessore alla Cultura Stefano Boeri. Che ha annunciato di voler ripetere la stessa procedura per decidere del destino di altre opere controverse, come il "Cubo" di Aldo Rossi e "L'ago e filo" di Oldeburg. Opere che dividono il gusto dei milanesi, così come è successo per il dito arrivato in città un anno fa. C'è chi lo ha definito «orribile». E chi nel gestaccio ha visto «la sintesi perfetta della società di oggi». Chi lo vede volgare, chi provocatorio, chi ironico. Per qualcuno sarebbe uno sberleffo della Borsa alla città. Per altri il contrario. I più realisti hanno segnalato addirittura il problema dei costi per spostarlo. Ma alla fine il referendum on line ha salvato il medio di marmo di Carrara. Che, come ha dichiarato Boeri, potrebbe essere accettato come «regalo» alla città da parte dell'artista padovano. «Si tratta - ha detto l'assessore - di una decisione importante. C'è la richiesta agli uffici di espletare tutte le procedure per l'accettazione, compresa una valutazione dei costi per il basamento definitivo. Le consultazioni mi hanno convinto del fatto che la maggioranza dei milanesi è favorevole e che in 12 mesi l'opera ha saputo sprigionare una catena di emozioni straordinaria. Toglierla sarebbe una perdita economica e di capacità dell'arte pubblica di far riflettere». L'assessore ha confermato di voler procedere con «consultazioni sia per opere non del tutto accettate dalla città sia per altre». Intanto il dito, con tutta la sua ambiguità, si gode il merito di essere la prima opera permanente di Cattelan in uno spazio pubblico.
Milano. Giunta, sì al regalo 'medio' di Cattelan
L'opera "LO.V.E." di Maurizio Cattelan, nota come il "dito medio", sarà mantenuta al suo posto in piazza Affari a Milano fino a fine marzo. Le consultazioni "popolari" online e in piazza hanno confermato la sua presenza. L'assessore alla Cultura Stefano Boeri ha annunciato di voler ripetere la procedura per altre opere controverse, come il "Cubo" di Aldo Rossi e "L'ago e filo" di Oldeburg. Le opere hanno suscitato diverse reazioni tra i milanesi, con alcuni che le vedono come provocatorie e altri come sintesi della società di oggi.
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