Grazie alle risorse dell'Ente Cassa, da oggi è visitabile la dimora fiorentina dell'artista "Qui siamo vicini alle pitture di Giorgio Vasari come non lo possiamo essere in nessun altro luogo. E qui non lavorava per il duca Cosimo o per il clero, bensì per se stesso». La soprintendente Cristina Acdini, responsabile della tutela dei beni storico-artistici (quindi anche degli affreschi) di Firenze, ieri ha praticamente tenuto una lezione di storia dell'arte vasariana di fronte alle «ti-nate» pitture murali della sua antica abitazione fiorentina, in Borgo Santa Croce numero 8, che da oggi torna visibile al pubblico ogni fine settimana. Un unico ambiente, ma in grado di testimoniare quella che era stata la ricchezza decorativa dell'ultima dimora di Giorgio Vasari, da lui stesso affrescata insieme ai suoi collaboratori. Si apre alle visite, dopo un lungo restauro, la Sala Grande o degli Artisti di casa Vasari a Firenze, l'abitazione a due passi dalla basilica di Santa Croce, dove l'autore delle Vite visse gli ultimi anni della sua vita e mori, nel 1574. E che, a 5 secoli dalla nascita del maestro, apre per la prima volta al pubblico. Di quel che fu l'abitazione di Vasari - donatagli nel 1561 dal granduca Cosimo I de' Medici in segno di riconoscenza per i suoi servigi, oggi di proprietà di privati, vincolata dal 1933 - a causa di trasformazioni, danneggiamenti e distruzioni è rimasta integra solo la Sala Grande, che misura 55 metri quadrati, oltre ad alcuni sbiaditissimi frammenti pittorici in una corte. Il restauro - condotto da Gioia Botticelli e Guido Germani, sotto la direzione della funzionaria della soprintendenza Brunella Teodori e realizzato con il contributo dell'Ente Cassa di risparmio di Firenze (180mila euro) - ha ora restituito piena leggibilità all'ambiente così come l'aveva concepito Vasari. A similitudine di quanto realizzato nella sua residenza aretina, l'artista affrescò attorno al 1572 varie stanze, tra i quali la Sala Grande, con raffigurazioni mitologiche aventi come tema le arti e il primato della pittura, sotto forma di storie tratte dagli scritti di Plinio, e ritratti di artisti. Per questi ultimi, avendo come riferimento le incisioni di corredo all'edizione delle Vite del 1568, Vasari sintetizzò la sua idea dell'arte scegliendo tredici artisti, tra cui Leonardo e Michelangelo, da lui stimati o per il ruolo avuto come precursori o per gli alti livelli raggiunti o perché determinanti nella sua formazione. La dimensione privata è invece documentata dagli stemmi Vasari e Bacci, la famiglia della moglie, e dal proprio busto, dipinti sopra al camino. La decorazione della Sala simula infine un'architettura, a partire dal basamento dipinto con riquadri a finti marmi e mensoloni che richiamano le sue architetture reali. Il restauro è stato lungo e delicato. Lo stato di conservazione delle pitture era precario: depositi di fumo, polvere ed imbianchimenti superficiali che in alcuni casi offuscavano completamente il colore; crepe negli intonaci; grossolane stuccature debordanti sulle superfici originali ed estese ridipinture eseguite nell'800. La casa sarà ora visitabile grazie a una convenzione, di durata ventennale, tra la proprietà e la Fondazione Home diretta da Elisabetta Nardinocchi, dando così attuazione ad un progetto voluto dallo storico dell'arte Umberto Baldini. Le visite (con guida) costeranno 6 euro, prevedono gruppi di massimo 20 persone, e si svolgeranno ogni venerdì, sabato e domenica alle ore 10, 11 e 12.