E la domenica resta chiuso il parco patrimonio Unesco BRESCIA Altro che restare incantati di fronte alle rocce incise: a Capo di Ponte i visitatori mancati restano di sasso davanti al cancello del Parco nazionale delle incisioni rupestri di Naquane. Dall'inizio di settembre rimane sbarrato ogni domenica: il ministero per i Beni culturali non ha più i soldi per pagare i festivi ai custodi del più importante sito di arte rupestre camuna. Risultato? Il parco rimane chiuso e la valle perde una delle sue principali attrattive turistiche. «Assurdo commenta amaro il sindaco Francesco Manella Quello di Naquane fu il primo parco a essere istituito nel 1955 e nel 1979 fu il sito archeologico che fornì gli studi determinanti perché l'Unesco riconoscesse l'arte rupestre della Valle Camonica come Patrimonio dell'umanità. Oggi sappiamo invece che questo cancello rimarrà chiuso, fino a quando non si sa, tutte le domeniche e tutti i festivi, proprio nei giorni in cui è maggiore il numero di visitatori».A1 parco di Naquane arrivano ogni anno 4o mila turisti che attraverso cinque percorsi di visita possono osservare 104 rocce incise con alcune delle raffigurazioni più note: oranti, guerrieri, edifici, carri, cervi e cacciatori. «Arrivano tanti stranieri, tanti studiosi e tante famiglie che nel fine settimana si ritagliano del tempo per conoscere le incisioni aggiunge Francesco Ferrati, presidente dell'agenzia turistico-culturale comunale . Tenere chiuso Naquane crea danno a tutta la comunità perché gli operatori devono disdire visite già prenotate». Fino ad agosto i 18 custodi garantivano l'apertura di Naquane dalle 8.30 alle 19.30 esclusi i lunedì, ma dalla prima domenica di settembre la Sovrintendenza per i beni archeologici della Regione Lombardia ne ha disposto la chiusura anche nei festivi. «Dopo la vicenda del parco dei massi di Cemmo rimasto inspiegabilmente chiuso al pubblico per sei anni, dopo i ritardi nella costruzione del museo nazionale, questa è l'ennesima dimostrazione che la Sovrintendenza non intende collaborare con noi per valorizzare le incisioni rupestri» conclude il sindaco. La sovrintendente Raffaella Poggiani Keller però replica sottolineando di avere le mani legate: «Abbiamo un quinto delle risorse che erano a nostra disposizione sei anni fa. I tagli al nostro ministero hanno creato questa situazione: non siamo in grado di pagare i festivi ai custodi». Una alternativa il Comune l'ha proposta: personale volontario, appositamente formato. Ma la risposta è il cancello chiuso. La scheda. La storia Il Parco nazionale delle incisioni rupestri è stato istituito a Capo di Ponte, in località Naquane, nel 1955, primo in Valle Camonica. Fa parte del sito del Patrimonio mondiale Unesco «Arte rupestre della Valle Camonica" riconosciuto nel 1979 Il Parco nazionale delle incisioni rupestri Il parco si estende su 14 ettari sul versante idrografico sinistro dell'Oglio: su 104 rocce di arenaria (Verrucano Lombardo) si possono ammirare incisioni datate dal Neolitico (il quarto millennio a.C.) all'Età del ferra (primo millennio a.C). Ci sono poi incisioni risalenti ad altre epoche, fino a quella romana
Effetto tagli sui tesori archeologici della Valcamonica. Casse vuote, guardiani a casa
Il Parco nazionale delle incisioni rupestri di Naquane, in Valle Camonica, rimane chiuso ogni domenica e festivo a causa della mancanza di fondi per pagare i custodi. Il parco, che attira ogni anno 400.000 visitatori, è stato istituito nel 1955 e nel 1979 è stato riconosciuto come Patrimonio dell'umanità dall'Unesco. Le incisioni rupestri, datate dal Neolitico all'Età del ferro, sono state create su 104 rocce di arenaria. La chiusura del parco crea danno alla comunità e agli operatori che devono disdire visite già prenotate.
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