Voci di un presunto disimpegno dei soci privati «Sto aspettando una risposta che prevede di non spendere un soldo pubblico in più e di valorizzare quello che è stato fatto fin qui». Così il commissario straordinario Vincenzo Spaziante sul nuovo Palazzo del Cinema al Lido di Venezia dopo le ipotesi che potrebbero vedere una presunta marcia indietro degli investitori coinvolti nel progetto. «I 35 milioni spesi finora non sono stati buttati via come si dice - aggiunge - sono stati spesi e torneranno utili. I soldi spesi saranno valorizzati, l'utilità sociale per la Mostra del Cinema è garantita». Spaziante chiarisce fino in fondo la questione: «Est Capital mi ha scritto delle lettere dicendo che aveva interesse a fare un progetto sull'area interessata - afferma il commissario - ho detto loro: ditemi di che si tratta, loro mi hanno risposto con un'idea progettuale, adesso sto aspettando i dettagli, li ho sollecitati più volte e sto aspettando risposta». L'idea progettuale, spiega, «riguarda una costruzione che non richiede una profondità di 9 metri come il "sasso" (il progetto originario ndr), ma richiede solo quattro metri, come quelli che abbiamo scavato per rimuovere e mettere in sicurezza l'amianto trovato inaspettatamente, quindi non si deve scavare più e quanto finora scavato tornerà utile per la prosecuzione». Per quanto riguarda il bando di cui ha parlato durante la Mostra del Cinema il ministro Giancarlo Galan, il commissario dice che si sta «aspettando di ricevere tutti i dettagli necessari per fare un bando di gara». Circa l'ex Ospedale al Mare, per Spaziante «stanno proseguendo tutti gli impegni che abbiamo assunto che stanno avendo il loro naturale sviluppo. Al momento non mi risultano problemi». Sulla questione è intervenuto anche il presidente della Biennale, Paolo Baratta. ««Non mi risulta - liquida la questione - ma non sono aggiornato. Il nuovo progetto non deve arrivare a me, ma al sindaco Orsoni e al commissario Spaziante».