Il ddl Galan inasprisce le pene per i reati contro il patrimonio. Acidini e da Empoli: buon segnale Il primo plauso arriva dalla soprintendente al Polo museale Cristina Acidini: «Su questo tema Firenze è in prima linea. Mi sembra un buon segnale da parte del governo». Il tema è quello oggetto del disegno di legge Galan approvato l'altroieri dal Consiglio dei ministri sui reati contro il patrimonio culturale e che inserisce nella nostra legislazione il reato di furto d'arte. In soldoni rischia il carcere preventivo, se colto in flagranza di reato, se ci sono gli estremi per la reiterazione del reato o per l'occultamento delle prove anche chi ruba, danneggia, imbratta o Giro di vite Rischia l'arresto preventivo chi viene preso in flagranza di reato, anche contro palazzi storici e paesaggio deturpa statue, palazzi storici e financo il paesaggio, e ancora chi esporta illecitamente parte del nostro patrimonio artistico o archeologico. E rischia il carcere chi, in prossimità di aree archeologiche viene trovato in possesso di metal detector adatti a identificare reperti antichi. C'è di più, perché come spiega Paolo Carpentieri, capo dell'ufficio legislativo del Mibac: «Ai carabinieri in forze al nucleo perla tutela del patrimonio artistico, che svolgono indagini sulla vendita illecita all'estero di beni italiani, sarà data facoltà di svolgere indagini sotto copertura». E cioè istituendo siti civetta e provando a mettere nel sacco i ricettatori attirandoli anche sotto false spoglie. Un po' come avviene quando si svolgono indagini contro il più odioso dei reati penali: e cioè quello di pedopornografia. Non c'è male come inasprimento della pena. «L'impegno del governo e del ministro Galan che ha fortemente voluto questo intervento legislativo spiega ancora Carpentieri Vuole andare incontro alle esigenze della magistratura che a volte si trova in difficoltà nel perseguire i reati contro il nostro patrimonio artistico». La legislazione vigente prevede infatti che le pene per chi danneggia o sottrae alla comunità beni culturali (e cioè vincolati dalle soprintendenze) non superino i cinque anni. L'innalzamento a sei anni, come massimo di pena, consentirà ai giudici per le indagini preliminari di accogliere eventuali richieste di custodia cautelare, e cioè carcere prima che venga celebrato il processo, da parte dei pubblici ministeri. È chiaro che, come per tutti i provvedimenti che chiamano in causa i reati penali, il disegno di legge dovrà passare al vaglio del Parlamento. Ma all'indomani dell'approvazione del documento le reazioni sono positive. E non soltanto a Roma. Oltre alla soprintendente Acidini anche l'assessore alla Cultura di Palazzo Vecchio Giuliano da Empoli ha espresso un parere più che favorevole nei confronti del provvedimento voluto dal ministro. «Condividiamo l'approccio del ministro dei Beni culturali Galan, che ha scelto di prendere di petto un grave problema che investe anche la città di Firenze, come ogni altra città d'arte» ha detto ieri da Empoli. «Il disegno di legge approvato ha aggiunto ci dà uno strumento in più per tutelare il nostro patrimonio da chi, per ignoranza o malevolenza, pensa che danneggiare una statua o rubare un reperto sia un divertimento o un motivo di lucro. E importante avere gli strumenti per reprimere anche con durezza laddove si producano abusi. Quello del ministro è un passo nella giusta direzione».