Battaglia su un Romanino «Quell'opera ci fu rubata dai nazisti, la rivogliamo». Ma il ministero difende la proprietà del dipinto Il «Cristo portacroce» rivendicato da una famiglia ebrea Il «Cristo portacroce trascinato da un manigoldo» è stato fermato in Florida, sequestrato e messo sotto scorta. L'Fbi è sulle tracce d'un furfante e sospetta della Pinacoteca di Brera. L'accusa: furto d'arte. Il giallo del Romanino ha una trama da Csi Miami, o giù di lì. Tallahassee dista 480 miglia. Al locale Brogan Museum è stata esposta, fino al 4 settembre, la mostra «Baroque Painting in Lombardy from the Pinacoteca di Brera». E' piaciuta. Ha totalizzato 23 mila visitatori. Ora: 49 opere su 50 sono state subito impacchettate e rispedite a Milano. Il «Cristo portacroce del Romanino è invece rimasto negli Stati Uniti, reclamato dagli eredi del collezionista Federico Gentili di Giuseppe e duramente conteso all'Italia. Questo capolavoro del 1538 è al centro d'un intrigo internazionale che nasce nella Francia in guerra occupata dai nazisti, nasconde una storia di rastrellamenti, campi di concentramento, aste sporche, affari loschi, e coinvolge la famiglia ebraica dei Gentili, il Louvre, Roma, Milano, ministri, ambasciatori e ora persino la Procura distrettuale della Florida. La Pinacoteca di Brera è l'attuale proprietaria di due quadri appartenuti ai Gentili e venduti a Parigi nell'aprile del 1941, battuti all'Hotel Drouot in un'asta di opere d'arte confiscate agli ebrei dal governo di Vichy: una «Madonna con Bambino» di Bernardo Zenale e il «Cristo portacroce» di Girolamo Romanino. Lo Zenale fu acquistato dall'Italia negli anni Settanta, ed è custodito nei depositi di Milano. I1 Romanino è stato comprato nel 1998 da un collezionista privato: «Noi siamo i terzi proprietari è, da tempo, la linea difensiva dei Beni culturali . Gli eredi non hanno alcun titolo per reclamare le tele». Ah, no? I Gentili hanno presentato la prima richiesta di restituzione nell'estate del 2000. L'Italia non poteva non sapere, sostengono. La persecuzione? Le ruberie? Non avete rimorsi? «Gentili di Giuseppe morì nel 1940, dopo la fuga dei figli dalla Francia occupata è la versione dei legali . La sua collezione è stata dispersa nel 1941, ma molte opere sono state acquisite dai mercanti del regime nazista, destinate ai musei tedeschi o alle case dei gerarchi, Goering tra questi». La Corte d'Appello di Parigi, nel 1999, ha definito l'incanto del Drouot come un «atto di spoliazione per ragioni razziali», annullato la vendita e ordinato al Louvre la restituzione delle opere. Ecco, il precedente. Il Louvre ha riconsegnato cinque quadri, Brera no. Li difende. Ma una parte della famiglia Gentili s'è trasferita tra Canada e Usa. E lì ha aspettato il momento del riscatto. Tallahassee, resa dei conti. La Pinacoteca voleva celebrare all'estero i 150 anni dell'Unità d'Italia. E' stata stanata dall'Fbi: «Il procuratore Pamela Marsh si legge in una nota ha comunicato alla direttrice del Brogan Museum il sospetto che il dipinto rientri tra le opere che il governo di Vichy ha sequestrato alla famiglia ebrea Gentili e poi venduto durante la guerra». Il dipartimento legale, conferma la produttrice Ilaria Niccolini, ha ascoltato gli eredi e «ottenuto il fermo del Romanino». La tela, adesso, è sotto investigazione: «Resterà in Florida almeno fino al prossimo 20 novembre». Le diplomazie sono al lavoro. La trattativa è riservata e delicatissima. La Pinacoteca di Brera tace. Roma non si espone. Gli emissari del governo starebbero però trattando uno «scambio economico» con la famiglia Gentili pur di riportare a Brera il «Cristo portacroce».