Tra Galan e Zaia non c'è intesa sulla conferma di Baratta Baruffe chiozzotte, avrebbe detto Goldoni. Ma Chioggia non c'entra, c'entra Roma e quel clima di caos che dalla capitale spira ormai su tutta Italia, quando c'è di mezzo la politica. Chi sostituirà Paolo Baratta alla presidenza della Biennale di Venezia? Il ministro della Cultura, Giancarlo Galan padovano non vuole rinnovare l'ex presidente del Crediop ed ex membro dei governi Amato, Ciampi e Dini, che fu insediato nell'incarico nel novembre del 2007 dall'allora ministro Rutelli. Il governatore del Veneto Luca Zaia, invece, vedrebbe con favore una riconferma. Il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, progressista, pure: ma non lo dice con particolare energia, forse per non convergere troppo con il governatore, sia pure su un fine condiviso. In mezzo, i veneziani: abbastanza divisi su nomi e strategie. Ma cosa addebita Galan alla gestione Baratta? Non i risultati economico-culturali, tanto più dopo l'esito della biglietteria di quest'anno ( 2). E neanche la linea editoriale. I veneziani biasimano il presidente uscente solo perché nella sua gestione avrebbe «sottovalutato» la venezianità. Il borgo di San Marco - dove tutto si svolge in poche case e pochi campielli - non ha gradito che lui abbia snobbato le famiglie veneziane; non ha invitato la nobiltà locale all'inaugurazione Bianca d'Aosta, ad esempio, brillava per la sua assenza come molti altri veneziani blasonati, in una sbavatura di cerimoniale che è stata giudicata di matrice romanocentrica. Questo non toglie nulla agli apprezzamenti per la qualità professionale del lavoro svolto da Baratta e la vittoria sulla concorrenza della Mostra del cinema di Roma. Ma è una macchia sul curriculum...E chi ha in mente, Galan, per l'avvicendamento? I suoi candidati sarebbero quattro o almeno questo giura chi lo conosce bene: Fabrizio Del Noce, importante dirigente Rai; Giorgio Ferrara, fratello di Giuliano, regista cinematografico e presidente del Festival dei due mondi di Spoleto; Davide Rampello, presidente della Triennale di Milano; e Giulio Malgara, imprenditore, presidente della Chiari e Forti, dell'Auditel eonorario - dell'Upa. Ora il quadro si è un po' evoluto, visto che le più recenti cronache telefoniche dalle Procure italiano non hanno giovato a Del Noce, citatissimo in quel di Bari. Restano gli altri tre, a vario titolo idonei e cari ai designatori, ma anche l'entourage cultural-cinefilo dell'area Pdl. Ferrara è molto apprezzato per il know how specifico e per il lavoro che svolge a Spoleto ed ha un fratello autorevole agli occhi di Galan e del premier; per Malgara sarebbe un ritorno a Venezia, dove ha vissuto trent'anni e che conosce assai bene, non è targato partiticamente, sa fare squadra ed è molto stimato dal gruppo storico dei berlusconiani doc, come Galan, con cui si interfacciava ai tempi di Upa e Auditel. Anche Rampello riscuote molti consensi per il lavoro fatto a Milano ed è assai gradito negli ambienti berlusconiani, essendo stato consigliere delegato e direttore artistico della società «Grandi Eventi» del gruppo Fininvest, oltre a essere già molto operativo a Venezia dove ha organizzato tra il '92 e il '94 il Carnevale, che ha fatto anche quest'anno e farà il prossimo, la Festa del Redentore e la Regata Storica. Comun denominatore di tutti i candidati, insomma, i quattro quarti di berlusconismo. La nomina è di competenza del consiglio dei ministri su proposta del ministro della Cultura, sentite le autorità locali. Riuscirà il no del governatore Zaiapiù o meno suffragato da quello del sindaco - a garantire la conferma a Baratta? Sul piano tattico non dovrebbe esserci gara: a meno che i candidati alla successione, tutti così accreditati e affini tra loro, non finiscano con l'elidersi a vicenda.