Sì del Consiglio dei ministri al ddl Galan contro chi danneggia, imbratta e deturpa Il ministro dei Beni e delle attività culturali ha proposto e il Consiglio dei ministri ha approvato: il pm potrà richiedere al gip un ordine di custodia cautelare nei confronti di chi sfregia, danneggia o ruba opere d'arte. In sintesi, se il Parlamento sarà d'accordo, manette ai vandali. Andrea Carandini, titolare della cattedra di Archeologia classica alla Sapienza di Roma e presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali, lo auspicava già da qualche tempo. Carandini, chiamato ad esprimersi sul danneggiamento della fontana del Moro di piazza Navona, si diceva favorevole per il nostro patrimonio artistico più sorveglianza (ad opera di persone fisiche) e pene severe per i barbari. Aggiungeva: le telecamere possono aiutare a scoprire i colpevoli ma non a evitare gli sfregi. Ora le cose potrebbero cambiare. Il ministro Galan, d'intesa con il ministro della Giustizia, ha pensato a una legge che introduce il delitto di danneggiamento, deturpamento e imbrattamento dei beni culturali e paesaggistici con una pena non inferiore a un anno di reclusione e non superiore a sei anni, e una multa da cinquemila a diecimila euro. E' la prima volta che appare il reato di «furto d'arte» e l'Italia, che possiede ben oltre la metà del patrimonio artistico mondiale, è senz'altro il Paese giusto per accoglierlo. La legge prevede anche il contrasto alla condotta di ricerca illegale di beni archeologici mediante l'impiego di metal detector, nonché il reato di «uscita o esportazione illecite», pena la reclusione da uno a sei anni e una multa da diecimila a trentamila euro. «Non ci sono più attenuanti, il magistrato potrà arrestare» commenta Galan, che, dopo lo sfregio alla fontana di Piazza Navona, aveva promesso nuove norme a tutela del patrimonio artistico. Perché un disegno di legge-delega? «Non solo perché le riforme penali si fanno, di solito, così spiega , ma soprattutto per lasciare spazio al dibattito parlamentare, nella certezza che l'ampia condivisione bipartisan delle linee ispiratrici del provvedimento consentiranno la sua rapida approvazione, pur con gli eventuali affinamenti». Ancora: «La norma è di grande civiltà, garantista e il più possibile liberale. Le pene vengono inasprite solo per consentire una maggiore tutela del patrimonio nazionale. Valorizzandolo, forse potremo trovare la strada della ripresa». Si mira infine al potenziamento dell'attività del comando Carabinieri per la tutela del patrimonio, che Galan definisce «un corpo altamente qualificato e specializzato nel contrasto contro questi reati: i nostri beni culturali vanno difesi senza tentennamenti e intendiamo mettere a disposizione delle forze dell'ordine strumenti adatti a rendere la loro azione più incisiva». «Ringrazio il ministro Galan che ha raccolto il nostro appello ha commentato il sindaco di Roma Capitale, Gianni Alemanno . Quanto accaduto a piazza Navona dimostra che il danneggiamento delle opere d'arte deve considerarsi un reato grave, non solo contro il nostro patrimonio ma anche contro la civiltà del Paese e in generale contro l'umanità, dunque un reato che merita l'arresto».