Un patrimonio inestimabile che rischia l'abbandono. Settanta chilometri di scaffalature pieni di carteggi, pergamene, diplomi, saggi e disegni dall'VIII secolo ai giorni nostri. È quanto troviamo nell'Archivio di Stato di Firenze fiore all'occhiello del sistema nazionale archivistico per capacità di contenuti e innovazione tecnologica. Eppure, tutto questo, oggi rischia la paralisi. A lanciare l'Sos è la direttrice Cada Zarrilli, qui dal 2009. "I soldi che ogni anno vengono stanziati dal Ministero per i Beni culturali sono sempre meno. Per il 2011 erano previsti fondi per 471mila euro. Di cui 70mila già spesi per la manutenzione ordinaria. Gli altri 400mila non sono ancora arrivati, dal Ministero dicono che li avremo entro dicembre. E intanto, il ragioniere proprio stamattina mi ha informato che in cassa sono rimasti 50 euro. Praticamente quanto possiamo trovare nel cappello di un senzatetto alla stazione": E' concreta e amareggiata la direttrice Zarrilli quando parla del futuro grigio dell'archivio di Stato di Firenze. "Lo scorso anno i fondi stanziati sono stati 597mila, oggi dobbiamo fare a meno di ben 126mila curo. L'edificio è in cemento e vetrate, si può intuire quindi quanto sia dispendioso il sistema di climatizzazione. L'anno scorso abbiamo chiuso con un debito di circa 100mila euro, che ci trascineremo di sicuro anche quest'anno. Il materiale archivistico deve essere tenuto a una temperatura costante di 18 gradi, ma non possiamo permettercelo - spiega la direttrice - Già quest'estate non abbiamo climatizzato gli archivi, ma ci siamo limitati a un sistema di ventilazione. Il patrimonio, per ora, non rischia nulla perché è sempre monitorato. Ma è chiaro che non possiamo continuare così a lungo" Altra questione delicata è quella relativa ai dipendenti. "In tutto sono 55 - racconta la Zarrilli fino a qualche anno fa eravamo 100, ma quelli andati in pensione non sono stati sostituiti con nuove assunzioni. Il più giovane archivista ha 46 anni e noi simpaticamente lo chiamiamo "baby" ironizza la direttrice, senza nascondere il sarcasmo per una situazione sempre più complicata - . Io stessa sono anche direttrice ad interim dell'archivio di Stato di Siena, in quanto sono ferme anche le assunzioni per la dirigenza. Per ora siamo riusciti a mantenere l'orario di apertura, ma con grandi sacrifici da parte di tutti i lavoratori, che spesso accumulano ore a recupero. Anche la malattia è un problema, perché si potrebbe creare un buco sui servizi agli utenti. Senza contare che nel 2009, appena sono arrivata, ho dovuto fare a meno di una ditta di collaborazione che era addetta allo spostamento del materiale archivistico nella sala di lettura. Si parla di registri che pesano anche 10 chili. Oggi quel lavoro lo fanno i dipendenti, ma essendo persone di una certa età si può immaginare che fatica sia". Nell'archivio di Stato di Firenze c'è anche un laboratorio di restauro creato dopo l'alluvione del '66. "Abbiamo ancora almeno un chilometro di materiale alluvionato da restaurare, eppure ad oggi ci lavora una sola persona e di soldi quest'anno non ne sono arrivati, mentre nel 2010 erano stati stanziati 96mila euro". Se a tutto ciò si aggiungono i costi di manutenzione straordinaria, si capisce quanto sia concreto lo spettro della chiusura. "Abbiamo il terrazzo invaso dai piccioni - racconta la direttrice Zarrilli - e questo crea problemi agli impianti di riscaldamento e areazione che sono sul tetto. Di due caldaie ne funziona solo una, e non possiamo aggiustare l'altra. Lo scorso inverno siamo rimasti per un periodo senza riscaldamento. Anche gli ascensori: su tre ne funziona uno. Senza contare la manutenzione dell'impianto antincendio e quella del sistema informatico. Abbiamo infatti varie banche dati tra le più avanzate in Italia, tra cui una con 80mila pergamene. Ma tutto questo ha un continuo bisogno di manutenzione. I server e le memorie dei computer devono essere aggiornati, anche questo è un costo che non possiamo più permetterci": Insomma, 50 euro in cassa e un patrimonio da salvare. Il futuro dell'archivio di Stato di Firenze è un grande libro a cui il governo sta stracciando ogni anno una pagina di storia italiana gli stanziamenti 597mi1a. Nel 2010 le visite sono state 15.830, di cui 2.563 stranieri. Il sito web ha registrato 101.159 contatti