Pronto nel 2015, direttore è Timothy Verdon Sarà esposto anche il colossale modello della incompiuta facciata medievale rimossa 425 anni fa A cose fatte, quando verrà inaugurato nel 2015 dopo 4 anni di lavori (ancora da avviare), e un investimento di 25 milioni di euro, si rivelerà come uno dei più grandi musei di Firenze, e uno dei più multimediali. Con un percorso espositivo doppio rispetto ad oggi, 400 opere esposte contro le 250 attuali, ritirate fuori dai depositi, e che contribuiranno a restituire limmagine originale del complesso monumentale Duomo-Battistero-Campanile, con la sua piazza, «come cuore civile e religioso della città, quale è stato per secoli, ma da secoli i fiorentini non vedono più». Firmato (dopo le disavventure con Santiago Calatrava, vincitore del concorso, che ha poi rinunciato) da Adolfo Natalini, il nuovo museo dellOpera del Duomo, che da ieri, per la prima volta, avrà un direttore «dedicato» e di alto rango come monsignor Timothy Verdon - 65 anni, attuale responsabile dellufficio arte sacra della Diocesi, consultore della commissione per i beni culturali del Vaticano, docente alla Stanford University di Firenze e autore di testi di storia dellarte - sarà però anche «un grande progetto culturale di rilancio dellidentità storica autentica di Firenze, che per secoli si è rispecchiata nella sua fede», come hanno spiegato ieri il presidente dellOpera Franco Lucchesi e lo stesso Verdon. In continuità, sottolinea il neodirettore, «con lo spirito di evangelizzazione della cultura civile, e di 'civilizzazione di quella ecclesiastica, perseguito a suo tempo dal cardinale Ruini». E il cui obiettivo era, e resta, di «far emergere il contributo dato nei secoli dalla Chiesa alla società», in modo che «la cultura ecclesiastica non si chiuda nelle sacrestie ma si confermi parte fondamentale della formazione dellidentità civile e di ciò che si può chiamare cultura laica». Il suo compito, ha detto Verdon, non sarà dunque solo una pura «curatela scientifica», ma di offrire al visitatore di oggi, «credente e non, la chiave ermeneutica 'prima del complesso di piazza del Duomo», andata perduta col divorzio della dimensione civile e di quella religiosa, «i cui legami vanno ora riannodati». Il tutto, attraverso «nuovi criteri organizzativi» dellimmenso materiale a disposizione, fra cui capolavori di Michelangelo, Donatello, Ghiberti, della Robbia, Pollaiuolo, e le tante opere originariamente eseguite per Battistero, Campanile e Duomo, via via rimosse per vari motivi e che ora saranno «risistemate in modo razionale» rispetto al vecchio e troppo piccolo museo, grazie allacquisizione da parte dellOpera, nel 97, del confinante antico Teatro degli Intrepidi. Un contenitore di 36 metri per 20 dove sarà ricostruito un enorme modello della incompiuta facciata medievale della cattedrale (smantellata 425 anni fa), con le sculture di Arnolfo e altri, i gruppi plastici rimossi dal Battistero, i due sarcofagi romani che gli stavano davanti, e insomma, spiega Verdon, «la ricostruzione fedele della piazza che fu il primo spazio pubblico europeo completamente arredato, alla maniera delle città antiche». Operazione che, prima della riapertura del nuovo Grande Museo dellOpera, richiederà la chiusura dellattuale per più di un anno.
FIRENZE - Duomo, Battistero e Campanile ecco il cuore del nuovo museo
Il nuovo direttore del Museo dell'Opera del Duomo di Firenze, Timothy Verdon, sarà presentato il 2015. Il museo, che sarà uno dei più grandi e multimediali di Firenze, sarà inaugurato dopo 4 anni di lavori e un investimento di 25 milioni di euro. Il percorso espositivo sarà doppio rispetto ad oggi, con 400 opere esposte contro le 250 attuali. Il museo sarà un grande progetto culturale di rilancio dell'identità storica autentica di Firenze, che per secoli si è rispecchiata nella sua fede. Il direttore Verdon sarà anche un grande progetto culturale di rilancio dell'identità storica autentica di Firenze, che per secoli si è rispecchiata nella sua fede.
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