Lo spazio verde risale al 1100 Chi ha autorizzato? Nel giardino della canonica della chiesa di Santa Maria in Borgo Strada, conosciuta dai pistoiesi come San Biagino, che sorge di fianco a via Abbi Pazienza protetto da un muro, si sta costruendo un garage ad uso privato dopo aver eliminato i pini ed altre piante. La denuncia arriva dal circolo Legambiente di Pistoia che definisce l'operazione «un fatto obbrobrioso, che grida vendetta. Le ruspe al lavoro, sono ben visibili anche dalla strada. «Come può un'amministrazione pubblica permettere tale scempio?», chiede Lorenzo Cristofani, del circolo Legambiente. La chiesa di San Biagino è una delle più antiche della città. È citata a partire dal 1153 e fu interessata dalle soppressioni ecclesiastiche di fine Settecento del vescovo de Ricci, anche se venne mantenuta al culto fino ai tempi dei nostri nonni. Come tutte le chiese antiche era adorna di una mistica e funzionale canonica con pozzo (visibile nella foto) e giardino,giardino dove i granduchi Lorena si rilassavano durante loro saltuario soggiorno a Pistoia nell'adiacente palazzo Monte Pio.Giardino al quale accedevano,per motivi di riservatezza,da un passaggio aereo che univa il primo piano del suddetto palazzo al giardino della canonica,per cui si riporta che sia rimasto il " vicolo dei pedoni" trai due fabbricati. «Ebbene questo pittoresco giardino di pini e altre piante - denuncia Cristofani - è stato rimosso e sventrato per far posto alla realizzazione di un garage ad uso privato». Per questo Cristofani rivolge un appello a tutti gli storici di cose pistoiesi, professori, cultori di storia patria che nel tempo si sono impegnati a valorizzare la città, «perché facciano sentire la loro voce di forte condanna contro questa nefandezza che in un paese occidentale sarebbe semplicemente inconcepibile in quanto costituisce un crimine contro il patrimonio. Come può il Comune sostenere la retorica della città degli orti, del verde, del valore del patrimonio artistico come risorsa culturale e turistica? Forse dovrebbe parlare di totale libertà sfregio e di pianificazione urbana in funzione dell'automobile privata». La Soprintendenza ai beni architettonici può essere degna di questo nome, chiede l'esponente di Legambiente, se un giardino millenario, uno spazio verde nella parte più antica della città, quella dell'antica porta Putida, con specie arboree protette quali i pini mediterranei, può essere eliminato con tanta disinvoltura? «La "Costituto di Siena" - ricorda Cristofani -, statuto di cui si dotò la città del buon governo agli inizi del Trecento per regolare la vita pubblica, specificava che compito della Repubblica fosse la tutela della bellezza... ma evidentemente la soprintendenza è aliena da questo spirito. Mentre percorro via Abbi Pazienza, gettando un'occhiata a questa mostruosità urbana e ricordando il detto che "I veri popoli barbari non sono quelli che non hanno mai conosciuto la grandezza ma quelli che, avendola conosciuta in passato, non sono più in grado di riconoscerla", mi pare in effetti di vivere in un grande accampamento di ostrogoti».