Su Bagnoli e la Coppa America lambientalismo napoletano è di fronte a un trivio. Ma forse è opportuno che si apra una quarta strada, quella del raziocinio politico-urbanistico, nellinteresse della città. Il trivio, dunque. La prima direzione è quella dellambientalismo radicale. La colmata va rimossa, leggi e norme urbanistiche vanno rispettate. Punto. Finalmente un po di chiarezza, a fronte di tanti contorcimenti lessicali e logici, si condivida o meno questa posizione. Due figure istituzionali di rilievo, Carlo Jannello e Carmine Attanasio, presidenti di commissioni di consiglio comunale, proprio ieri hanno confermato ufficialmente questo indirizzo. Le Assise di Palazzo Marigliano lo invocano (invocavano?, come si vedrà più avanti) da anni, affiancate da associazioni come Italia Nostra e da polemisti di razza come Gerardo Mazziotti. La seconda direzione è quella dellambientalismo critico-realista. La colmata cè, va bonificata e utilizzata, ora per la Coppa America e soprattutto per il futuro. Se leggi e norme urbanistiche sono contrarie, si cambiano, perché il decollo dellarea costiera non può rinunziare a questa risorsa. Anche qui, occorre riconoscerlo, netta chiarezza di intenti. Concordano su questa soluzione ampi settori dellimprenditoria napoletana e autorevoli figure accademiche. La terza direzione è quella dellambientalismo relativista, aperta proprio in questi giorni e molto alla moda dopo lanatema lanciato da Benedetto XVI contro il relativismo tout court. La colmata va utilizzata per la Coppa America, si dice, ma poi andrà demolita perché illegale e inquinata. Per restare in ambito religioso, è come dire: prima il peccato e poi la confessione. Disagevole, logicamente molto disagevole ritrovarsi su questa posizione, fatta provvisoriamente propria anche da alcuni tra i più autorevoli componenti dellAssise di Palazzo Marigliano, Jannello e pochi altri esclusi (chapeau per la coerenza). Posizione ulteriormente complicata dalle draconiane condizioni progettuali che trapelano dagli organizzatori: solo strutture provvisorie, nessuno scavo in profondità per fondazioni, tappetino di cemento sulla colmata per difendersi (?) dallinquinamento. Allindomani della Coppa, tutto giù, colmata compresa, con buona pace degli investimenti fatti, perché il provvisorio comunque costa. Quello di qualità, più del mediocre definitivo. Perciò, strada stretta e senza uscita questa terza, per chiudere con il trivio degli ambientalisti e parlare invece duna quarta strada, quella del raziocinio politico-urbanistico, già peraltro indicata da qualcuno, Benedetto Gravagnuolo tra questi. Cè al centro della città storica uno straordinario pezzo di architettura costiera. Si tratta del Molo San Vincenzo e della sequenza di attrezzature e spazi in via di dismissione da parte della Marina militare. Una quota di ciò che si dovrebbe fare a Bagnoli, qui già esiste ed è di gran pregio architettonico e paesaggistico. Quello che manca o ha necessità di forte integrazione - la logistica soprattutto - può essere affidato a strutture e pontili galleggianti. Penso a una serie di immagini simili a quelle del Teatro del Mondo di Aldo Rossi del 1979 ancorato di fronte a piazza San Marco a Venezia. Cè qualcosa di più funzionale e suggestivo a Napoli da offrire agli occhi del mondo, seppure per qualche giorno? No, di certo. Bagnoli ha un ragguardevole contesto paesaggistico, ma si deve convenire che oggi, e ancora per qualche anno, il suo immediato retroterra continuerà a somigliare a una sorta di Pompei di metallo, con i suoi numerosi lacerti di archeologia industriale, le aree ancora da bonificare e una rete infrastrutturale agli albori. Cè ancora unaltra ragione a favore di questa ipotesi. La scelta dellarea centrale riporta lattenzione sul problema del centro storico. Cè un programma di interventi finalizzato al Forum delle culture. Cè, ma da solo non basta a creare sistema, ha bisogno di sinergie per incrementare investimenti pubblici e soprattutto privati. Quale migliore occasione di un evento che vede protagonisti grandi gruppi industriali e comunque coinvolge un target di partecipanti e spettatori in possesso di cospicue risorse? Bagnoli ha una sua storia e dei tempi che saranno incrementati solo in minima parte dalla Coppa America, soprattutto se prevale lidea del "provvisorio" a tutti i costi. Ben altra prospettiva per larea monumentale costiera e il centro storico retrostante. Non credo che sia troppo tardi per riaprire una riflessione su questo argomento.
NAPOLI - COPPA AMERICA AL MOLO SAN VINCENZO
La colmata di Bagnoli è un tema di dibattito tra ambientalisti. Alcuni, come Carlo Jannello e Carmine Attanasio, sostengono che la colmata deve essere rimossa e le norme urbanistiche devono essere rispettate. Altri, come Benedetto Gravagnuolo, suggeriscono di utilizzare la colmata per la Coppa America e poi demolirla. Un terzo gruppo, composto da alcuni membri dell'Assise di Palazzo Marigliano, propone di utilizzare la colmata per la manifestazione e poi demolirla, ma con condizioni draconiane. Benedetto XVI ha lanciato un attacco contro il relativismo, che potrebbe influenzare la scelta degli ambientalisti.
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