Venerdì 23 il concerto voluto dalla Soprintendenza Dalla conservazione alla fruizione, dalla fruizione al pieno godimento del bene culturale. L'architetto Augusto Ressa, nel presentare il primo appuntamento musicale in Santa Maria della Giustizia, non nasconde l'ambizione di aprire una ulteriore pagina nel cospicuo lavoro svolto quotidianamente dalla Soprintendenza. "Le nostre opere d'arte non più solo gioielli da ammirare in rare ed opportune occasioni, ma luoghi da vivere attraverso manifestazioni opportunamente vagliate, capaci di raccogliere l'interesse di un pubblico più vasto". Se i concerti nel Chiostro del Museo sono stati un momento di grande presenza di pubblico, nel corso dell'estate, gli appuntamenti di Santa Maria della Giustizia potrebbero essere un primo tassello importante per far conoscere alcuni luoghi desueti della nostra città. "Ricostruire il rapporto di appartenenza fra i tarantini ed i propri beni vuol dire far ritrovare alla città la passione e l'impegno per la loro conservazione e la loro utilizzazione che non può essere delegata solo alla passione e all'impegno di funzionari (pochi), associazioni e mondo del volontariato" - ha sottolineato l'architetto Salvatore Buonomo, soprintendente ad interim per i Beni architettonici e paesaggistici del Salento. L'antica chiesa, che risale al XIII sec. e, con l'annesso convento, fu sede della Congregazione Olivetana, dopo secoli di degrado, è stata accuratamente restaurata ed è oggi un complesso di vaste dimensioni con ricco portale ed affreschi. La sua posizione, nei pressi di Punta Rondinella, di fronte alla raffineria dell'ENI, l'ha di fatto espropriata alla città che considera la zona industriale quasi un insediamento off limits. Proprio a questo limite più mentale che fisico, sembra rivolgersi il concerto proposto per venerdì 23 settembre. "Siamo in un tempo difficile - ha detto l'architetto Ressa - ma attraverso una saggia amministrazione delle poche risorse possiamo offrire qualcosa in più della semplice visione di un bene. Questo primo incontro in Santa Maria della Giustizia con la musica colta, è un segnale alla città, che può farci pensare ad un appuntamento costante, quasi un festival". Un evento che ha coinvolto come principale sponsor proprio la Raffineria. L'ing. Carlo Guarrata, in conferenza stampa, ha commentato come la vicinanza sia sicuramente un elemento di responsabilizzazione nei confronti di un bene quotidianamente presente a coloro che operano in raffineria, ma ha aggiunto è questo uno dei tanti modi in cui Eni vuole rappresentarsi sul territorio. Ed ecco allora la seconda idea chiara del progetto. I beni culturali vanno valorizzati con eventi che la Soprintendenza promuove ma che vede nelle aziende del territorio, nei privati, nelle associazioni i soggetti capaci di sostenerli economicamente. Le difficoltà economiche del Ministero dei Beni culturali non sono un mistero, ma possono essere anche uno stimolo a richiedere in maniera forte la partecipazione dei cittadini a progetti di valorizzazione della propria città. Nel caso del Concerto che si terrà venerdì alle 21 in Santa Maria della Giustizia sono stati coinvolte due associazioni di giovani bravi e competenti. L'associazione ARTEfatto che si è attivamente occupata della gestione dell'evento su indicazione della Soprintendenza ed il gruppo musicale The Jazz Set. In conferenza stampa è stato il vocalist della band Vincenzo Albano ad indicare i temi della serata "In love". Pezzi anche molto noti, affiancati ad alcuni che richiedono particolare brio e capacità. il gruppo, diretto dal maestro Nicola Locritani assai noto al pubblico tarantino, ed affianca al pianoforte, al contrabbasso e alla batteria, splendide voci maschili e femminili. Non solo 'fumo negli occhi' a punta Rondinella, ma anche una serata diversa fra mare, musica e vestigia del nostro passato.