La battaglia per il sottopasso dell'Ara Pacis rischia di diventare un nuovo caso «parking del Pincio», opera bloccata dalle proteste. Il Mibac, adesso, ha espresso un «sì vincolato» allo scavo davanti la teca di Meier: gli alberi vanno tutelati. La querelle sul sottopasso dell'Ara Pacis rischia di innescare un altro «caso Pincio». Sul progetto, adesso, pende il «parere condizionato» del Mibac. «Il tunnel spiega Federica Galloni, direttrice regionale per i Beni architettonici e paesaggistici è compatibile con l'area, già scavata per la teca di Meier. Altro è intervenire sul verde e sulle alberature: la prescrizione è il rispetto assoluto». Il parere è vincolante, e il Mibac si riserva ulteriori approfondimenti. Marco Corsini, assessore all'Urbanistica, rassicura: «Il patrimonio arboreo sarà tutelato, con soluzioni analoghe a quelle degli Champs-Elysées. Le polemiche degli ambientalisti sono strumentali». L'area pedonale davanti alla teca dovrebbe creare un continuum con piazza Augusto Imperatore. Sempre che i 17 milioni stanziati in bilancio non evaporino per effetto dei tagli imposti dal governo. «Italia Nostra», contraria al sottopasso, promette una mobilitazione simile a quella (vinta) sul parking del Pincio: «Le paratie del tunnel denuncia la vicepresidente Mirella Belvisi sono a meno di 2,5 metri dal tronco dei platani secolari, che così resisteranno al massimo un paio d'anni. Inoltre, con lo sfoltimento previsto, si cancellerà l'effetto "a salice", con i rami che si allungano verso il Tevere». A rischio anche gli alberi sopra la passeggiata di Ripetta: «Saranno trapiantati, ma ci vorranno 5 anni prima che attecchiscano». Italia Nostra ha un timore: Si parla di una terrazza in verde sintetico all'Ara Pacis: diventerà un'area ristoro?». Parere negativo anche dal centrosinistra, che ne fa una questione di utilità. Athos De Luca (Pd) chiede «la convocazione di una commissione con gli assessorati all'Ambiente e all'Urbanistica per valutare costi e benefici». La galleria, secondo l'opposizione, non fluidificherà il traffico: «Rimarranno rimarca De Luca i due semafori a ponte Regina Margherita e alla Marina,. L'unica differenza è che la viabilità sarà interrata». E i 282 posti auto (110 a rotazione, 172 box in vendita) non risolveranno l'emergenza parcheggi: «Sono già due i cantieri pronti a partire: il Pup di lungotevere Arnaldo Da Brescia (222 box e 138 stalli a rotazione, ndr) e il Galoppatoio (360 box, 200 a rotazione, 230 posti per le moto, 81 per i bus, ndr). Intervenire nel centro storico non è un esempio di mobilità sostenibile».