La giunta vuol vendere una scultura comprata 5 anni fa Il comune non ha soldi? E allora vende le sculture situate nelle piazze. Altro che la vendita di Fontana di Trevi, organizzata da Totò: il municipio di Belluno ha deciso di mettere all'asta un'opera di Arnaldo Pomodoro per cercare di trovare nuovi fondi per le casse dell'amministrazione. La base di partenza è stata fissata intorno ai 400mila euro. L'opera, intitolata «Novecento», era stata acquistata per 292.600 euro dalla passata giunta di centrosinistra circa cinque anni fa. Una decisione che, sottolinea il quotidiano II Gazzettino, fin dal primo momento era stata contestata dal centrodestra che, una volta divenuto maggioranza, non ha esitato a sacrificare la scultura esposta nel centro della città. Un capolavoro che comporta anche un costo di circa 20mila euro all'anno per la rata del mutuo acceso per l'acquisizione. Senza dimenticare le spese per la vigilanza e la manutenzione ordinaria. Lo scorso anno era stato deciso di venderla e ora è stata scelta la strada dell'asta pubblica con un bando comunale. La fama di Pomodoro è mondiale: è un artista che ha realizzato opere monumentali, tra le più famose è da segnalare la magnifica sfera che è situata a Roma davanti alla sede del ministero degli Esteri, alla Farnesina. Nel 1991, la sua opera «Disco solare» è stata collocata davanti al palazzo della Gioventù di Mosca, come dono del governo italiano nel periodo di disgelo post-guerra fredda; l'anno seguente, un'altra opera di grandi dimensioni, Papyrus, è stata collocata a Darmstadt, in Germania, nei giardini del nuovo palazzo delle Poste e Telecomunicazioni, quindi ha realizzato una scultura in memoria del regista Federico Fellini, su commissione del comune di Rimini, e molto altro ancora. In precedenza gli amministratori avevano pensato di contattare i più noti collezionisti internazionali delle opere di Pomodoro, ma è stata scelta, alla fine, l'asta pubblica. Che forse permetterà di ottenere una somma nettamente superiore ai 400mila euro. Anche se lascerà un vuoto incolmabile, nella piazza bellunese.