Architetto Carla Di Francesco, direttore regionale dei Beni culturali e paesaggistici della Lombardia, la Stecca degli artigiani non si tocca? «Secondo la legislazione vigente prima di qualunque operazione su un edificio pubblico che ha più di 50 anni, che si tratti di restauro, di ristrutturazione, di demolizione, bisogna fare una richiesta di verifica dell'interesse culturale». Il Comune dl Milano ha mai presentato questa richiesta obbligatoria? «No. Abbiamo sentito parlare di interventi che riguarderebbero quell'area. Ma per quanto ne so io sono tutte chiacchiere. Nessuna documentazione ci è arrivata. E nessuna richiesta di verifica ci è stata consegnata». La Stecca potrebbe avere un interesse culturale tale da bloccarne la demolizione? «Sì. Potrebbe avere un interesse specifico a livello urbanistico-territoriale. Ho visitato dl sfuggita l'edificio e non ho esaminato la documentazione. Bisognerà aspettare pronunciamenti ufficiali. Per il codice ci sono parametri molto chiari da individuare. Non basta un interesse generico. Ci vuole preciso interesse storico, artistico o architettonico. Devono essere edifici testimoni della storia della città" Proprio quello che sostengono numerosi esperti, i cittadini e i comitati del quartiere. La Stecca, costruita nel 1903, è un modello di archeologia industriale. Un esempio di storia dell'architettura, essendo il primo edificio industriale, residuo della Siemens Electra, interamente costruito in cemento armato. «Una fabbrica con una storia e una struttura ancora leggibile come elemento unico, pionieristico, sul cui modello molti altri edifici sono stati fatti, può avere interesse culturale. Come un edificio esempio di una tipologia che va scomparendo. Perfino una semplice casa rurale a corte, nel momento in cui le avessero demolite quasi tutte, può venire considerata di importanza culturale. La valutazione deve essere fatta. Però bisogna si tratti di una strutture integra, non modificata». Fino a che non ci sarà il vostro accertamento la Stecca è da considerarsi vincolata? «Certamente». Che cosa aspetta il Comune a fare la sua richiesta di accertamento? «Non lo so. Avrebbero dovuto già farla. Non si lancia un piano di questo genere senza verificarne la fattibilità. Ll Comune di solito è attento su queste cose. Ma in questo caso forse ha sottovalutato la faccenda. Forse si tratta della classica svista. Non devono aver dato molto peso a questi edifici, che non sono chiaramente di interesse storico-artistico, e non si sono posti il problema». Chi farà l'accertamento? «L'accertamento è fatto sulla base dell'istruttoria della Soprintendenza, poi l'atto finale dipende dalla direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia. Cioè da me».
Se ha valore culturale non si può toccare
L'architetto Carla Di Francesco, direttore regionale dei Beni culturali e paesaggistici della Lombardia, ha espresso le sue preoccupazioni riguardo alla demolizione della Stecca degli artigiani a Milano. Secondo la legislazione vigente, prima di qualsiasi operazione su un edificio pubblico con più di 50 anni, è necessario fare una richiesta di verifica dell'interesse culturale. Tuttavia, il Comune di Milano non ha mai presentato questa richiesta. La Stecca, costruita nel 1903, è un modello di archeologia industriale e potrebbe avere interesse culturale. Numerosi esperti sostengono che la Stecca è un esempio di storia dell'architettura e che la sua demolizione potrebbe essere considerata un'azione di smaltimento culturale.
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