PISA. Una carta in grado di rivelare il potenziale archeologico dell'area urbana e periurbana di Pisa e quindi uno strumento per proteggere il patrimonio archeologico della città. E'questo l'ambizioso obiettivo del progetto "Mappa" dell'Università di Pisa. Il progetto, di durata biennale, si basa sull'integrazione di diverse figure professionali - dagli archeologi agli storici, dai geologi ai geomorfologi, dai matematici agli statistici - ed è coordinato dalla professoressa Maria Letizia Gualandi, del dipartimento di Scienze archeologiche, in sinergia con i dipartimenti di Scienze della terra e di Matematica. Lo studio si fonda su un approccio scientifico, quello legato al calcolo del potenziale archeologico di una determinata area, che si è diffuso nei paesi anglosassoni da almeno due decenni, ma che in Italia si sta affacciando solo da pochi anni. La ricerca pisana è la prima di questo tipo ad essere condotta su un'area urbana, almeno a livello nazionale. «Per le caratteristiche storiche, topografiche e dimensionali della città - fa sapere una nota dell'Ateneo - potrebbe rivelarsi un modello operativo da applicare anche ad altri centri simili, sia in Toscana che in altre aree italiane ed europee». Il lavoro degli studiosi pisani porterà alla relizzazione di una mappa che permetterà di formulare ipotesi sulla maggiore o minore probabilità che vi siano resti archeologici e a quale profondità in zone per le quali non si dispone di altri tipi di informazioni. In pratica la mappa consentirà di avere un quadro definito dell'organizzazione degli spazi nelle varie epoche storiche e di costruire un archivio digitale accessibile e fruibile con tutti i dati archeologici, uno strumento di grande importanza, ma non ancora realizzato. La carta sarà quindi fondamentale per la conoscenza e la tutela del patrimonio archeologico della città, e sarà indispensabile per indirizzare le linee future di sviluppo urbanistico. «Con le nuove normative - spiega la professoressa Gualandi - la valutazione del potenziale archeologico è divenuta un elemento imprescindibile per orientare le politiche di governo del territorio. Per questo, la carta servirà come strumento di compensazione tra le esigenze pubbliche e private di espansione urbanistica e l'interesse della collettività alla salvaguardia e alla tutela del bene comune»