PISA. Sono tanti in città, e soprattutto sui lungarni, gli edifici storici divenuti sedi operative di istituzioni o enti di vario genere. Una sommaria carrellata non può che partire però lontano dai lungarni, ovvero dal Palazzo della Carovana (o dei Cavalieri), già quartier generale dell'Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano e dal 1846 sede della Scuola Normale. L'edificio fu costruito tra il 1562 e il 1564 da Giorgio Vasari, ristrutturando drasticamente il medievale Palazzo degli Anziani. Il nome deriva dai tre anni di noviziato dei nuovi adepti, durante i quali seguivano un corso di addestramento al maneggio delle armi per far parte delle "carovane" che avrebbero battuto il Mediterraneo e contrastato le scorrerie dei corsari. La Prefettura invece ha sede al Palazzo dei Medici, che si affaccia sul lungarno Mediceo e la cui costruzione risale al 1200, su preesistenze di antiche fabbriche. Le famiglie Medici vi hanno soggiornato quando Pisa era sotto il dominio dei fiorentini. Anticamente era chiamato Palazzo Vecchio. Nei paraggi si trova Palazzo Toscanelli (prima palazzo Lanfranchi), sede dell'Archivio di Stato. Il corpo di fabbrica è antico, ma con ristrutturazioni del XIX secolo. Quando apparteneva ancora ai Lanfranchi venne abitato da Lord Bayron nel 1821 e da Paolina Borghese nel 1824. La tradizione vuole che la facciata sia stata disegnata da Michelangelo in segno di amicizia con Albizzo Lanfranchi. Alla famiglia Toscanelli si deve la costruzione del cimitero di via Pietrasantina. Sul lungarno Pacinotti ecco Palazzo Reale, così denominato al tempo della monarchia sabauda; anticamente nato sotto il nome di Palazzo Ducale, commissionato dal Granduca Francesco I de' Medici. Sede della Soprintendenza, dal 1989 ospita il Museo Nazionale di "Palazzo Reale", dove sono esposte opere di notevole valore storico, ma anche collezioni di antiche armature del Gioco del Ponte e ritratti dei Medici e dei Savoia. Sede museale stabile, Palazzo Lanfranchi sul lungarno Galilei vide costruire il suo primo nucleo nel 1328. Nel 1827 il palazzo ospitò Giacomo Leopardi. A Palazzo dei Brocci ha sede il Rettorato. Le vicende del palazzo sono legate strettamente a Francesco Lanfreducci, che, fatto prigioniero dai turchi alla metà del XVI secolo, rimase schiavo per sei anni ad Algeri. La catena pendente sulla porta di ingresso ricorda questo periodo, mentre l'oscuro motto esoterico "alla giornata" non ha mai avuto una plausibile spiegazione. L'ex albergo Nettuno, oggi casa dello studenti, è in realtà Palazzo Azzopardi (o Parra). L'edificio, conosciuto come la Maison Blanche, è sulla sinistra del Palazzo Rosso (o dell'Ussero) ed è stato il Palazzo della famiglia Parra in cui soggiornarono Lauretta Cipriani, Giuseppe Montanelli e numerosi patrioti del risorgimento italiano. Dalla fine dell'Ottocento venne unito all'adiacente palazzo Aulla-Franceschi per ricavarne l'Hotel Nettuno, che è rimasto in attività fino alla metà degli anni Settanta. In lungarno Gambacorti, angolo via Mazzini, sorge Palazzo Alliata (o Vaglienti), oggi sede di una filiale della Cassa di Risparmio di San Miniato. L'originario palazzo Alliata si trovava dove sorge il tribunale. Il palazzo mostra uno stemma della famiglia fiorentina Vaglienti, che vi abitò fino al 1773, dopo l'esilio degli Alliata. E per concludere, Palazzo dell'Agnello (o Giuli), oggi Palazzo Blu, di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa e sede delle più grandi mostre che si tengono in città. Si trova in lungarno Gambacorti di fronte alla Chiesa di Santa Cristina. L'immobile fu testimone dell'episodio in cui alcune fanciulle pisane, tra le quali Camilla del Lante, chiesero la libertà della città dal giogo fiorentino al re Carlo VIII, ospite di Giovanni dell'Agnello, nel 1495. Il Palazzo, noto come "il buco nero dei lung'Arni", ha avuto una serie incredibilmente lunga di proprietari dopo i dell'Agnello. Alcuni ritengono che vi sia un passaggio segreto che permetta l'attraversamento dell'Arno sotto l'alveo partendo dalle sue cantine, leggenda ripresa anche nel romanzo "L'inquisitore" di Camilleri. Dal 1703 al 1784 fu sede del Collegio Imperiale Russo e vi soggiornarono numerosi principi Romanov.