Lesionato un altro tratto, in caso di pioggia potrebbe cedere Biagini: «Una vegetazione infestante, l'usura e il traffico intenso hanno smosso parti del manufatto» Il miglioramento delle condizioni meteo ha scongiurato il rischio di nuovi crolli lungo il tratto di Mura urbane che corre a ridosso del viale Arcadia. Venti metri di Mura, in direzione San Marco, vicino alla parte caduta lunedì mattina, sono però pericolosamente lesionati. Oggi è in programma il sopralluogo dei tecnici della Soprintendenza ai Beni culturali e del Comune nel punto del crollo. Per la Soprintendenza ci sarà l'architetto Valerio Tesi, per il Comune l'architetto Stefano Bartolini, funzionario dell'Ufficio patrimonio. Opera risalente alla metà del IVX secolo, è necessario il via libera della Soprintendenza per intervenire sulla Mura urbane. Servono subito 300mila euro: 150mila in somma urgenza per la parte crollata e 150mila per la parte in bilico verso il ponte. Risorse che, si sussurra negli uffici comunali, non sarà affatto facile recuperare. Durante gli anni erano stati eseguiti diversi interventi di manutenzione straordinaria, ma non, afferma l'architetto Bartolini - considerata la lunghezza della terza cerchia di Mura, oltre 3 chilometri - un intervento complessivo di restauro. «Nel 1993 - dice - c'è stato un grosso lavoro di ripristino lungo il viale Arcadia per il cedimento di un tratto di struttura esterna. Un intervento ancora più esteso nel 1997, su un progetto del 1995, per quasi 200 milioni di lire. Abbiamo lavorato su tutto il tratto di Mura del viale Arcadia e su parte di quelle lungo viale Matteotti. Dal 2000 ad oggi ci sono stati una serie di lavori di manutenzione straordinaria, con il placet della Soprintendenza. Negli ultimi 10 anni, complessivamente, è stato speso 1 milione di euro per la manutenzione delle Mura. Solo lungo il viale Arcadia». Soldi che non sono bastati, in assenza di un piano di restauro completo, ad evitare il crollo di lunedì mattina. «La malattia delle Mura - afferma Angelo Biagini, responsabile della Protezione civile comunale - è essenzialmente quella del tempo. Una vegetazione infestante e l'usura operata dalle diverse condizioni atmosferiche, nonché il traffico intenso a ridosso della terza cerchia, hanno smosso ampi tratti». Dice Guido Zarri, titolare della Zetagi costruzioni edili, che nel 2009 ha vinto un bando di gara comunale per la manutenzione straordinaria di un tratto di Mura sul viale Arcadia: «Si lavora dov'è visibile la necessità di intervenire. La mia ditta ha messo in sicurezza un tratto distante circa venti metri da quello dov'è avvenuto il crollo dell'altra mattina, che credo nessuno in Comune si aspettasse». E tra le accuse di incuria e scarsa attenzione lanciate dalle opposizioni, chi di sicuro spera in una ripulitura rapida dai detriti è Mario Michelotti, titolare del vivaio di fiori in via dei Campisanti sommerso dalle antiche pietre. «Le serre sono distrutte, e chissà quando mi libereranno la zona da tutti quei sassi. Ho un altro terreno a Sant'Agostino, ma sono ai ferri corti con il Comune, che non mi permette di usarlo. Ora più che mai ho bisogno di lavorare».