In queste ore viene approvato il piano di messa in sicurezza della zona del disastro le macerie eterne La pioggia abbattutasi ieri sulla città, sul suo centro storico pericolante, ha portato in «dote» uno spiraglio di luce. In queste ore è atteso il via libera dalla Procura della Repubblica al progetto di messa in sicurezza dell'area teatro del crollo del palazzo Lo Jacono, avvenuto lo scorso 25 aprile. Il lavoro di approfondimento tecnico svolto dagli esperti nominati dall'autorità giudiziaria è stato ultimato e negli ambienti giudiziari di via Mazzini si è ormai pronti a passare la palla al comune e agli enti che dovranno creare le condizioni per rimuovere le macerie del palazzo in maniera sicura. Una volta «blindato» il sito da possibili nuovi crolli, la Procura tornerà di nuovo in campo in prima persona, per risalire alle cause del crollo, attraverso l'accertamento sulle macerie. Macerie che la Sovrintendenza è convinta di catalogare, con l'utopistica idea di ricostruire - chissà quando - lo stabile. Ma in cosa consisterà l'intervento di messa in sicurezza dell'area, per il quale è stato necessario redigere un fior di progetto, in un lasso di tempo così lungo? Nei giorni scorsi i vigili del fuoco, la Protezione civile e i vertici dell'Ufficio tecnico comunale, hanno analizzato la situazione, utilizzando una gru di una ditta privata, con il braccio lungo circa 40 metri. Da questa altezza, imbracati, si sono calati gli esperti del Saf. Tutto in vista dell'intervento, ormai prossimo. Quattro vigili del fuoco, procederanno a sistemare cinque strati di fasciatura in fibra di carbonio a contatto con la muratura esistente, sulle facciate di via Santa Maria dei Greci, via San Vincenzo e Salita Itria. Terminata la prima fase, saranno demolite le parti pericolanti dell'antico palazzo, crollato la mattina del 25 aprile scorso. Solo dopo gli interventi di messa in sicurezza della zona, comincerà il recupero delle macerie. Il progetto esecutivo preparato dal Comune di Agrigento è giunto un paio di settimane fa alla Procura della Repubblica. Dopo il parere positivo della soprintendenza ai Beni culturali e del Genio civile, il via libera ai lavori sembra quindi cosa certa. Dall'inizio dell'emergenza, per garantire l'incolumità pubblica, in via precauzionale, 49 nuclei familiari sono stati allontanati dalle loro abitazioni. Chiusi e vietati al passaggio pedonale e veicolare decine di strade, vicoli e scalinate tra la via Santa Maria dei Greci, salita San Vincenzo, via Duomo, salita Itria. Sulla faccenda il consigliere Giuseppe Arnone si chiede se «una simile vicenda fosse mai accaduta a Siena o Bologna, con 5 mesi per rimuovere le macerie», evidenziando presunta «mancanza di autorevolezza degli attori principali». Il tutto, evidenziando come il collegamento alla linea telefonica sia avvenuto celermente «solo per 4 o 5 pseudo potenti, mentre tanti anziani sono ancora senza telefono». Francesco Di Mare 20092011
SICILIA - AGRIGENTO - La Procura dà il via libera
Il piano di messa in sicurezza della zona del disastro del palazzo Lo Jacono è stato approvato dalla Procura della Repubblica. Il progetto di messa in sicurezza dell'area teatro del crollo è stato ultimato e il comune e gli enti dovranno creare le condizioni per rimuovere le macerie del palazzo in maniera sicura. La Sovrintendenza ha convinto di catalogare le macerie e di ricostruire lo stabile, ma il piano di messa in sicurezza è stato necessario a causa del pericolo di nuovi crolli. I vigili del fuoco, la Protezione civile e i vertici dell'Ufficio tecnico comunale hanno analizzato la situazione e hanno utilizzato una gru per calare gli esperti del Saf.
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