La vertenza Il black out dei cantieri archeologici si estende a tutta la regione. "A fronte delle attuali condizioni, il personale delle soprintendenze di Roma, del Lazio e dellEtruria non è più in grado di garantire la gran parte delle operazioni di tutela del patrimonio culturale". È il grido di allarme lanciato ieri dallassemblea di archeologi e personale tecnico svolta alle Terme di Diocleziano. Dopo la prima mobilitazione nellambito della Soprintendenza di Roma per i provvedimenti del Ministero che bloccano dal 5 aprile i rimborsi della benzina imponendo luso di un mezzo pubblico, lo sciopero bianco blocca i sopralluoghi e le ispezioni nei cantieri preventivi per istruire le pratiche, ma ferma le sanatorie relative ad abusi. Molte le ricadute. Bloccati i cantieri per gli impianti fotovoltaici e di energie alterative. E in prospettiva, anche le aree del piano casa della Regione. Compromessa anche la salvaguardia del patrimonio sommerso, da Ponza a Civitavecchia: «Cosa dovrei fare - tuona Annalisa Zarattini responsabile archeologia subacquea del Lazio - aspettare lautobus con muta e pinne in spalla? Con lo sciopero bianco sarà un problema gestire le emergenze. Se ci chiamano perché hanno trovato una nave o altro, non potremo intervenire in tempo». (l . la.)
ROMA - Sallarga la protesta degli archeologi "Bloccheremo cantieri e piano casa"
La vertenza dei cantieri archeologici si è estesa a tutta la regione. Il personale delle soprintendenze di Roma, del Lazio e dell'Etruria non può più garantire le operazioni di tutela del patrimonio culturale a causa delle condizioni attuali. Lo sciopero bianco ha bloccato i sopralluoghi e le ispezioni nei cantieri, ma ha fermato le sanatorie relative ad abusi. Le aree del piano casa della Regione e la salvaguardia del patrimonio sommerso sono compromesse. Lo sciopero bianco ha anche bloccato gli impianti fotovoltaici e di energie alternative. La situazione è critica, con la possibilità di problemi nella gestione delle emergenze.
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