Da ieri è sbarcato a Fiumicino il patron giallorosso Thomas DiBenedetto. Oggi vedrà Alemanno «Good morning, mister president». Camicia a righe verticali bianco e celeste, senza cravatta, giacca blu scuro e pantaloni grigi, occhiali da sole, un chewin gum in bocca, Thomas DiBenedetto, dopo un volo da Boston, è sbarcato ieri a Roma dove lo attende linvestitura ufficiale di presidente gialllorosso. Ma oggi già sarà in Campidoglio dal sindaco Alemanno. «Vogliamo dare tutta la nostra disponibilità alla nuova società, soprattutto per quanto riguarda lo stadio» afferma il sindaco «I tifosi chiedono che venga costruito. Liniziativa è sempre della società sportiva. Ci auguriamo che la nuova gestione rompa gli indugi e faccia una proposta». Ma dove? I rumors si moltiplicano e il sospetto di Legambiente è grosso. La Roma starebbe pensando di cambiare in corsa la destinazione dellimpianto e di farlo atterrare, con una girandola di operazioni degna del più raffinato giocoliere, dai pratoni della Monachina allAurelio, di proprietà del "re del mattone" Scarpellini, al verde dellippodromo di Tor di Valle. Ed ecco come, secondo gli ambientalisti, sarebbe scattato il piano sui 160 ettari al centro dei quali, nel 1958, nacque lippodromo su un terreno argilloso rinforzato con 13 chilometri di pali di cemento. Mossa numero uno. Larea, che già era tra quelle "papabili" per lo stadio, viene acquistata da una cordata di immobiliaristi romani guidati dal potente Luca Parnasi, con lintenzione di "valorizzarla". Il proprietario degli ettari, Gaetano Papalia, in realtà precisa che tale accordo non prevede vendite dirette o dismissioni, ma, piuttosto, il rilancio dellIppodromo di Tor di Valle: «Grazie al coinvolgimento di un gruppo di partner di prestigio, prevediamo la realizzazione di un progetto che, nel ragionevole arco di quattro anni, consegni al trotto romano un impianto moderno adeguato alle nuove esigenze tecnico-spettacolari a costi di gestione contenuti». Ma è lo stesso Papalia a chiarire che il rischio chiusuradismissione non si è del tutto allontanato, poiché, «accanto allipotesi della riqualificazione dellattuale struttura, si è dovuta necessariamente prevedere unalternativa di delocalizzazione». Ma dove? Al Pescaccio, a ridosso del Gra. E chi è larea del Pescaccio? Lex cava di sabbia ormai esaurita, oggi di proprietà pubblica, è destinata al Gruppo Parnasi, come compensazione per Tor Marancia, per ledificazione di un Centro Commerciale di 700.000 metri cubi. E a questo punto gli ambientalisti denunciano il colpaccio, la "Mandrakata": nuovo ippodromo con annesso Centro Commerciale sulle aree del Pescaccio e "mani libere" a Tor di Valle per realizzare lo stadio. Ma le destinazioni urbanistiche attualmente vigenti nella tenuta di Tor di Valle e i relativi indici edificatori permettono di realizzare solo 14.000 metri cubi. Che fare per arrivare al milione necessario per il business stadio? Ecco i passaggi: modifica del Prg in Accordo di Programma, modifica del Piano di tutela paesaggistica regionale. Verifica con il Piano Territoriale di Coordinamento approvata dalla Provincia, ed eventuale adeguamento alle nuove previsioni. Tempi per fare tutto questo? Cinque anni, come minimo. Esattamente quanto dichiarato dalla nuova proprietà della Roma. E il residenziale, che finanzia il tutto, dove si mette? Al Torrino, dove Parsitalia ossia il gruppo Parnasi ha 350.000 metri cubi residenziali provenienti dalla compensazione dovuta alla mancata edificazione di un terreno nel Parco di Aguzzano. Da portare a 700 mila con laumento dellaltezza dei palazzi, la cosiddetta "densificazione". Infine i trasporti. Tutto si affiderebbe alla trasformazione della linea Roma-Lido, dalla stazione Piramide ad Ostia, in metropolitana di superficie, con apertura, oltre a quella di Tor di Valle, di nuove stazioni, tra le quali quella del Torrino e di Acilia-Madonnetta.
"Nuovo stadio a Tor di Valle ecco il piano segreto della Roma". La denuncia di Legambiente: "Una Mandrakata con i costruttori"
Oggi il presidente della Roma, Thomas DiBenedetto, sarà in Campidoglio dal sindaco Alemanno per discutere della gestione della società sportiva. I tifosi chiedono la costruzione di uno stadio nuovo, ma la società sportiva ha già iniziato a cercare alternative, come la riqualificazione dell'attuale impianto o la delocalizzazione in altre aree. Tuttavia, gli ambientalisti denunciano il "colpaccio" della "Mandrakata", ovvero la costruzione di un nuovo ippodromo con annesso Centro Commerciale sulle aree del Pescaccio e "mani libere" a Tor di Valle per realizzare lo stadio. La destinazione urbanistica attualmente vigente nella tenuta di Tor di Valle permette solo la realizzazione di 14.
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